Pagine Romaniste
·2 Juni 2026
Ex calciatori della Roma che hanno fatto carriera in panchina

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Trigoria ha visto passare generazioni di campioni, ma non tutti hanno lasciato il calcio con il ritiro. Alcuni hanno scelto di restare, cambiando solo la prospettiva: dalla fascia sul braccio alla tuta da allenatore, dal campo all’area tecnica.
Sono gli ex calciatori della Roma che hanno trasformato anni di esperienza giallorossa in una seconda carriera, portando su altre panchine un bagaglio tecnico e umano costruito nella Capitale. Chi lo ha fatto con successo straordinario, chi con risultati altalenanti, chi ha scritto pagine storiche per il club da cui era partito tutto. In questo articolo tracciamo i profili di quelli che, più degli altri, hanno lasciato il segno anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo.
Non esiste una formula che garantisca il successo in panchina a chi ha giocato ad alto livello. La storia del calcio è piena di campioni che, una volta diventati allenatori, si sono scontrati con una realtà molto diversa da quella vissuta sul campo. Gestire uomini, costruire un’identità di gioco, prendere decisioni sotto pressione: sono competenze che non si ereditano automaticamente da una carriera brillante da calciatore.
L’imprevedibilità, del resto, è la cifra di questo sport, e vale tanto sul rettangolo verde quanto fuori. Chi ama il calcio lo sa bene, ed è la stessa tensione che rende avvincente ogni partita e che alimenta da sempre l’interesse per le scommesse sportive, presenti come sezione dedicata nella maggior parte dei migliori casino aams, dove il calcio è lo sport più rappresentato, come conferma anche MiglioriCasinoOnline.info, portale di comparazione e recensione del settore.
Tra gli ex giallorossi passati in panchina emergono storie molto diverse tra loro, accomunate tutte da un punto di partenza: la maglia giallorossa.
Tra tutti gli ex giallorossi che hanno intrapreso la carriera da tecnici, un gruppo ristretto si è distinto per palmares, continuità e capacità di imporsi ai massimi livelli. Non si tratta solo di nomi importanti: sono storie di percorsi costruiti con metodo, spesso partendo da realtà lontane dai riflettori prima di arrivare ai grandi palcoscenici europei.
Prima di diventare uno degli allenatori più titolati della storia del calcio, Carlo Ancelotti ha trascorso otto stagioni in giallorosso, dal 1979 al 1987, collezionando 227 presenze e 17 reti nel ruolo di centrocampista. Dal 1984 ha anche indossato la fascia di capitano, dopo la partenza di Agostino Di Bartolomei. Da giocatore ha vinto con la Roma una Coppa Italia, prima di trasferirsi al Milan dove ha conquistato due Coppe dei Campioni.
La carriera da allenatore ha poi superato ogni aspettativa: Juventus, Milan, Chelsea, PSG e cinque Champions League (due con il Milan nel 2003 e 2007, tre con il Real Madrid nel 2014, 2022 e 2024) lo collocano ai vertici assoluti della storia del calcio mondiale. È, senza discussioni, il più vincente tra tutti gli ex calciatori giallorossi passati in panchina.
Centrocampista tecnico e dinamico, Eusebio Di Francesco ha giocato nella Roma dal 1997 al 2001, collezionando 129 presenze e conquistando lo scudetto nella stagione 2000-01. Dopo il ritiro ha cominciato a costruire la sua carriera da allenatore con pazienza, partendo dalla Serie D e arrivando a Sassuolo, dove ha ottenuto risultati convincenti per cinque stagioni consecutive.
Il ritorno a Trigoria da tecnico, nell’estate del 2017, ha coinciso con l’impresa più memorabile: nella stagione 2017-18 ha guidato la Roma fino alla semifinale di Champions League, eliminando nel percorso il Barcellona con una rimonta storica al termine di una delle partite più emozionanti degli ultimi vent’anni. Un risultato che resta, ancora oggi, il più alto mai raggiunto dalla Roma in Europa nell’era moderna.
Con 101 gol in nove stagioni, Vincenzo Montella è uno dei giocatori più amati nella storia recente della Roma. La sua carriera da allenatore è cominciata quasi per caso: dopo il ritiro, nel 2009, ha scelto di spalmare il contratto residuo da giocatore in tre anni da tecnico delle giovanili giallorosse. Da quel punto di partenza insolito ha poi costruito un percorso solido, con esperienze importanti alla Fiorentina, al Milan e al Siviglia.
Il capitolo più recente lo ha visto alla guida della Nazionale turca, che ha condotto fino ai quarti di finale degli Europei 2024 in Germania, risultato storico per la selezione anatolica. Un percorso che smentisce chi pensava che l’aeroplanino potesse volare solo sul campo.
Nel panorama degli ex giallorossi passati in panchina, Fabio Capello occupa un posto a sé. È l’unico nella storia del club ad aver vinto con la Roma sia da calciatore che da allenatore. Da giocatore ha collezionato 84 presenze in giallorosso tra il 1967 e il 1970, vincendo una Coppa Italia. Trent’anni dopo è tornato a Trigoria come tecnico, guidando la squadra alla conquista dello scudetto 2000-01 insieme alla Supercoppa italiana.
Prima e dopo quella stagione ha allenato Juventus, Milan, Real Madrid e la Nazionale inglese, costruendo uno dei palmares più ricchi nella storia del calcio italiano. Il suo doppio primato con la Roma resta un caso unico e difficilmente replicabile.
616 presenze con la Roma: solo Francesco Totti ha giocato di più con la maglia giallorossa. Daniele De Rossi ha fatto del club la sua casa per quasi vent’anni, diventandone uno dei simboli assoluti. Il passaggio alla panchina è arrivato con una prima esperienza difficile alla SPAL in Serie B, con soli tre risultati utili in 17 partite.
Il ritorno alla Roma da allenatore, nel gennaio 2024 al posto di Mourinho, ha avuto tutt’altro tono: i risultati sono stati positivi, lo stile comunicativo diretto e mai banale ha conquistato tifosi e addetti ai lavori, tanto che a fine stagione il club ha rinnovato il contratto fino al 2027.
L’avvio del campionato 2024-25 è stato però disastroso: una sconfitta e tre pareggi nelle prime quattro giornate hanno portato a un esonero a sorpresa a settembre 2024, il primo nella storia della Roma dopo così poche giornate. Attualmente siede sulla panchina del Genoa. La sua storia da allenatore è ancora in costruzione, con luci e ombre che la rendono già, a modo suo, una storia tutta romanista.
Campione del mondo nel 1982 e protagonista assoluto di quattro decenni di storia giallorossa, Bruno Conti ha rappresentato la Roma in modo totale: 402 presenze, 47 gol, uno scudetto e cinque Coppe Italia da calciatore. Per molti tifosi è semplicemente ineguagliabile. Da allenatore, però, l’esperienza è stata ben diversa.
Conti si è seduto sulla panchina della Roma nel 2005, durante la stagione più caotica degli ultimi decenni per il club, quella passata alla storia come la stagione dei quattro allenatori. I risultati non sono arrivati e l’avventura da tecnico si è conclusa rapidamente.
Claudio Ranieri: il romanista che vale un’eccezione
La storia di Claudio Ranieri rovescia qualsiasi schema. Da calciatore ha disputato appena 6 presenze con la Roma, nella stagione 1973-74, prima di costruire la sua carriera altrove. Eppure è tornato sulla panchina giallorossa per ben tre volte, diventando uno dei tecnici più amati dalla tifoseria. Il secondo ciclo, iniziato nel 2009, ha sfiorato uno scudetto clamoroso nella stagione 2009-10, conclusa con la Roma seconda a due soli punti dall’Inter di Mourinho. Il terzo ritorno, nel dicembre 2024, è arrivato in una situazione di emergenza dopo l’esonero di Ivan Juric. Il suo caso dimostra che il rapporto tra un allenatore e una piazza può costruirsi anche senza un grande passato da calciatore in quel club: conta, più di tutto, il rispetto reciproco.
Per avere un quadro d’insieme immediato, la tabella seguente riassume i profili dei principali ex giallorossi che hanno intrapreso la carriera da allenatori, con i dati essenziali su entrambe le fasi della loro storia nel calcio.
Guardando i nomi che hanno ottenuto i risultati più significativi da allenatori, emerge un dato non immediato ma ricorrente: Ancelotti, Capello, Di Francesco e De Rossi erano tutti centrocampisti. Non è una coincidenza banale. Chi gioca in mezzo al campo sviluppa durante la carriera una visione complessiva del gioco difficile da acquisire in altri ruoli: legge le situazioni in anticipo, gestisce i ritmi, media tra fase difensiva e offensiva. Sono competenze che, trasferite in panchina, diventano strumenti tattici preziosi.
Il caso di Montella, attaccante, è parzialmente diverso ma conferma che il talento da solo non basta: la sua carriera da tecnico è cresciuta proprio quando ha smesso di affidarsi all’istinto e ha sviluppato un metodo di lavoro strutturato. Tra gli ex calciatori della Roma passati in panchina, la costante dei casi di successo è una sola: la capacità di reinventarsi senza smettere di studiare il calcio.







































