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·20 Mei 2026

Giulini resterà presidente del Cagliari per un altro anno: c’è il patto con Fiori

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La permanenza di Tommaso Giulini al Cagliari appare scontata per un’altra stagione date le necessità di ambientamento di Maurizio Fiori: soluzione simil Atalanta

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Tommaso Giulini manterrà la sua attuale posizione di comando per almeno un’altra stagione sportiva. La gestione tecnica affidata all’esordiente Fabio Pisacane ha regalato la salvezza e i 40 punti. In questo rinnovato clima di totale fiducia, la piazza si prepara ad affrontare una fase dirigenziale assolutamente cruciale. Nel frattempo, l’ambizioso progetto per la costruzione del nuovo stadio attende il necessario semaforo verde del Ministero dell’Economia, un passaggio formale fondamentale che precederà il voto conclusivo del Consiglio.


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L’ascesa del fondo statunitense nel Cagliari

Oltre alle questioni strettamente legate al rettangolo di gioco, l’attenzione della dirigenza è fortemente rivolta ai fondamentali riassetti proprietari. La compagine rossoblù negli ultimi temo ha visto l’ingresso di un fondo americano. Questo solido gruppo d’investimento è capitanato dall’italo-americano Maurizio Fiori e dal socio Prashant Gupta.

Attualmente, gli investitori stranieri detengono esattamente il 49% dell’intero capitale azionario. Le intese precedentemente sottoscritte prevedono che entro la fatidica data del 31 maggio avvenga il terzo decisivo closing. Questa strategica operazione consentirà all’ente di riferimento di acquistare ulteriori 545.111 azioni dalla Fluorsid.

I passi verso il controllo definitivo del Cagliari e il ruolo di Giulini

Il completamento delle necessarie procedure menzionate in precedenza garantirà agli azionisti d’oltreoceano di toccare la quota del 51%, assumendo di fatto la gestione totale. I piani espansionistici del manager statunitense non si fermeranno certo qui. Si prevede infatti che entro giugno le percentuali in loro possesso possano raggiungere una clamorosa cifra compresa tra l’80% e il 90%.

Tale incremento potrebbe concretizzarsi mediante trasferimenti societari o accordi ancora da decifrare. Nonostante il palese ed imminente cambio al vertice, la clamorosa rivoluzione non decreterà in alcun modo l’addio del patron uscente, che rimarrà per garantire ampie rassicurazioni oltre alla stabilità necessaria.

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