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·8 Juli 2026
Il Bologna vicino a Mikel Amondarain: il profilo del talento argentino

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·8 Juli 2026

Il Bologna fa sul serio per Mikel Amondarain: i dettagli della trattativa e il profilo del giovane centrocampista dell’Estudiantes
Una trattativa portata avanti in gran segreto nelle ultime settimane, che ora potrebbe trasformare l’interesse in un innesto di prospettiva da regalare al nuovo Bologna di Domenico Tedesco.
Stiamo parlando di Mikel Amondarain, centrocampista classe 2005 dell’Estudiantes. Contratto in scadenza nel 2028 e un cartellino dal valore di circa 9 milioni di euro. I rossoblù vogliono limare i costi, ma sono pronti a fare sul serio.
Come riportato dal Corriere dello Sport, il Bologna è deciso a puntare su Mikel Amondarain. La trattativa sembra ben avviata, ma restano alcuni dettagli da perfezionare. In attesa di un’eventuale fumata bianca, scopriamo chi è questo giovane centrocampista con il sogno di sbarcare in Europa grazie al calcio.
In Argentina lo definiscono un giocatore “volante”, da non imprigionare in una posizione specifica. Regista o mezzala, è bravo sia in copertura che negli inserimenti offensivi: un tuttofare, un talento grezzo su cui Tedesco potrebbe lavorare alla grande.
Amondarain esce dalle giovanili dell’Estudiantes, fucina di talenti da tantissimi anni. Prima del calcio a 11, giocava a 7 ed era un bomber, anzi un delantero come direbbero dalle sue parti. Segnava, attaccava gli spazi e amava stare vicino alla porta. Col tempo e l’allargarsi del terreno di gioco è arretrato a centrocampo, ma il fiuto del gol è rimasto (4 nella scorsa stagione).
Esordisce in prima squadra nel luglio 2025 contro il Racing e il presidente dell’Estudiantes, un certo Juan Sebastian Veron, manifestò tutta la sua stima per il giovane ragazzo. Un’investitura non da poco, da parte di una vera icona del calcio argentino.

Il Bologna piomba sul talento argentino: dal calcio a 7 all’elogio di Veron, chi è Mikel Amondarain. BolognaSportNews (Photo by Buda Mendes/Getty Images Via OneFootball)
Amondarain nasce a Bavio, una zona rurale a pochi chilometri da La Plata. Cresce in una famiglia di allevatori, gente abituata ai sacrifici e dedita al lavoro. A soli 6 anni il piccolo Mikel perde il papà per un incidente stradale.
È nonno Cheche a portarlo agli allenamenti, anche se di calcio non capiva molto. I primi viaggi per portarlo a giocare con l’Estudiantes sono un dolce ricordo, come quella volta che disse a sua mamma: “Non so se sarà bravo a calcio, ma sarà una brava persona qui all’Estudiantes”.
Amondarain è cresciuto, si è fatto uomo prima che calciatore. Insieme a lui, il nonno ha iniziato a imparare principi, ruoli e tattiche del gioco: era sempre lì, in tribuna con la sua mamma. “Mio nonno Cheche è quello con il berretto che era con mia madre sugli spalti”, raccontò il giovane centrocampista dopo il primo gol tra i grandi.







































