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Juventusnews24

·7 Juli 2026

Inchiesta arbitri, Rocchi respinge tutte le accuse: «Nessuna combine per favorire l’Inter»

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Inchiesta arbitri, Rocchi rompe il silenzio e respinge tutte le accuse confermando che non c’è stata nessuna combine per favorire l’Inter

Nel mondo del calcio italiano continua a tenere banco l’inchiesta sugli arbitri che punta a fare luce sulla regolarità degli scorsi campionati. Al centro della bufera c’è l’ex capo della CAN Gianluca Rocchi, il quale ha deciso di rompere il silenzio per difendersi dalle pesanti accuse della Procura di Milano riguardanti una presunta frode sportiva. L’ex fischietto toscano si è presentato spontaneamente davanti ai magistrati milanesi Maurizio Ascione e Paolo Ielo, abbandonando la precedente linea del silenzio scelta durante lo scorso mese di aprile.

Accompagnato dal suo team di legali, l’ex designatore ha voluto chiarire la propria totale estraneità a qualsiasi dinamica illecita. Durante il faccia a faccia con gli inquirenti, Rocchi, citato da Calcio e Finanza, ha pronunciato parole categoriche per smontare l’impianto accusatorio: «Nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sul VAR».


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Gli accertamenti portati avanti dalla Guardia di Finanza si concentrano in particolare sulla pianificazione dei direttori di gara per alcune sfide cruciali del 2025. Secondo l’ipotesi investigativa, vi sarebbe stato un disegno mirato ad agevolare il club nerazzurro. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono la designazione di Andrea Colombo per un match esterno a Bologna e la contemporanea esclusione di Daniele Doveri dai big match e dalla finale di Coppa Italia della stagione 2024/2025. Inoltre, i magistrati contestano le presunte pressioni esercitate sulla sala tecnologica di Lissone — le famose “bussate” — in merito a un calcio di rigore non assegnato all’Udinese nella sfida contro il Parma.

L’intera indagine, nata nell’autunno del 2024 dopo l’esposto presentato da un avvocato veneto, vede iscritti nel registro degli indagati anche l’ex supervisore Andrea Gervasoni e i varisti Paterna, Nasca e Di Vuolo. Nelle ultime settimane l’attività istruttoria di questa inchiesta è stata intensissima, con le deposizioni di figure di spicco come l’ex presidente AIA Alfredo Trentalange, Antonio Zappi e il manager dell’Inter Giorgio Schenone.

Adesso l’ufficio giudiziario guidato da Marcello Viola si prepara a chiudere il cerchio. La decisione cruciale sul rinvio a giudizio o sull’archiviazione del fascicolo arriverà a giorni, verosimilmente prima del 15 luglio, termine in cui il PM Ascione lascerà Milano per la Procura Europea. In quel momento si conoscerà anche il destino del fascicolo parallelo destinato alla Procura della FIGC.

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