Miccoli a cuore aperto: «Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Ecco cosa mi ha risposto» | OneFootball

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·11 April 2026

Miccoli a cuore aperto: «Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Ecco cosa mi ha risposto»

Gambar artikel:Miccoli a cuore aperto: «Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Ecco cosa mi ha risposto»

Miccoli, ex attaccante di Juve, Palermo e Fiorentina, ha rilasciato questa intervista nella quale ha parlato della sua vita tra campo ed extra campo

La vita e la carriera di Fabrizio Miccoli sono state un ottovolante di emozioni, successi calcistici e drammatiche cadute personali. Nel suo nuovo libro “Gloria e peccato di un campione”, l’ex attaccante ripercorre le tappe fondamentali della sua parabola, partendo dagli esordi nel calcio professionistico fino alla dolorosa esperienza del carcere. L’ispirazione più grande? Diego Armando Maradona: Come se avessi visto Gesù Cristo, una folgorazione. Mi colpì perché era altruista, giocava più per gli assist che per i gol. Decisi che avrei voluto essere come lui”.


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Dalla Juventus al Palermo: il talento e gli attriti con Moggi

Il talento purissimo di San Donato di Lecce ha stregato la Serie A, vestendo maglie prestigiose come quelle di Juventus e Fiorentina prima di consacrarsi a Palermo. Proprio a Torino, però, nacquero le prime incomprensioni con la dirigenza, in particolare con la famiglia Moggi. Miccoli rifiutò di entrare nella Gea, scuderia del figlio di Luciano: Il procuratore però ce l‘avevo, era Caliandro, e non volevo tradirlo. Non lo so se tutto quello che successe dopo avvenne per ripicca. Nonostante le umiliazioni subite, oggi l’ex giocatore ammette: “Non sono pentito, però mi chiedo come sarebbe andata la mia carriera se avessi accettato di cambiare agente. Al di là di tutto, oggi penso che Moggi sia una persona vera” dice nell’intervista a La Gazzetta dello Sport.

La condanna e l’onta delle parole su Falcone

L’apice sportivo raggiunto in Sicilia ha coinciso con la sua più grande disfatta umana. Diventato idolo indiscusso di Palermo, Miccoli ha incrociato pericolose frequentazioni che lo hanno portato a una condanna a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. A tormentarlo, tuttavia, è soprattutto l’infamante intercettazione sul giudice antimafia: “Me ne vergogno, per me e per la mia famiglia. Non so come mi siano uscite quelle parole. Ho sbagliato e non mi perdono. Scontata la pena in carcere, l’ex bomber ha cercato il perdono incontrando direttamente Maria Falcone: Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Lei mi ha sorriso e ha detto: ‘Ti perdono’. Mi sono commosso, mi sono sentito liberato. Oggi Miccoli ha chiuso col passato: gestisce un B&B a Lecce e dirige la sua scuola calcio, trovando serenità accanto alla famiglia.

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