Juventusnews24
·11 April 2026
Miccoli rivela: «Alla Juve ho rifiutato di passare sotto la procura del figlio di Moggi, forse se avessi accettato la mia carriera sarebbe andata diversamente»

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·11 April 2026

Il percorso di Fabrizio Miccoli, ex attaccante rapido e tecnico, è stato un ottovolante documentato nel libro “Gloria e peccato di un campione”. Tutto iniziò con l’ispirazione per Diego Armando Maradona: “Come se avessi visto Gesù Cristo, una folgorazione. Mi colpì perché era altruista, giocava più per gli assist che per i gol. Decisi che avrei voluto essere come lui”.
La Juventus segnò una tappa cruciale, ma anche l’inizio delle tensioni con Luciano Moggi. Il fantasista rifiutò di passare alla Gea, scuderia di Alessandro Moggi: “Il procuratore però ce l‘avevo, era Caliandro, e non volevo tradirlo. Non lo so se tutto quello che successe dopo avvenne per ripicca”. Nonostante le frizioni, nell’intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex punta ammette: “Non sono pentito, però mi chiedo come sarebbe andata la mia carriera se avessi accettato di cambiare agente. Al di là di tutto, oggi penso che Moggi sia una persona vera”.
Dopo i successi a Palermo, arrivò la caduta: una condanna a tre anni e sei mesi per estorsione. A tormentarlo, le parole contro Giovanni Falcone: “Me ne vergogno, per me e per la mia famiglia. Non so come mi siano uscite quelle parole. Ho sbagliato e non mi perdono”. Dopo il carcere, il calciatore ha cercato il perdono di Maria Falcone: “Le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Lei mi ha sorriso e ha detto: ‘Ti perdono’. Mi sono commosso, mi sono sentito liberato”.
Oggi il salentino gestisce un B&B e una scuola calcio a Lecce. L’uomo che ha sfidato i poteri forti del calcio e ha pagato i propri errori ha finalmente trovato la sua serenità lontano dai riflettori, chiudendo definitivamente i conti con un passato tanto brillante quanto doloroso.


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