Calcio e Finanza
·8 Juni 2026
Real Madrid, l’agenda di Florentino Perez: maxi-colpo da 150 milioni e riforma del modello sociale

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·8 Juni 2026

Fumata bianca a Madrid. La conferma alla presidenza delle merengues di Florentino Perez segna una scelta all’insegna della continuità, per un mandato che prosegue ininterrotto dal 2009 dopo un primo periodo alla guida dal 2000 al 2006. Il patron, che ha sconfitto l’imprenditore Enrique Riquelme, è chiamato ora a concretizzare i punti della campagna elettorale. Sul tavolo ci sono due dossier: il grande colpo di mercato annunciato ai soci e la riforma della struttura sociale del club, che passerà da un’assemblea straordinaria e da un referendum.
Il primo tema è quello che ha alimentato maggiormente le aspettative durante la corsa elettorale. Perez ha promesso un investimento da 150 milioni di euro per acquistare un calciatore da un club impegnato in Champions League. Il presidente non si è sbilanciato sul profilo, anche se impazza già tra i tifosi e sulla stampa il totonomi, dopo che ha annunciato che si tratta di un giocatore che non milita in Premier League e occupa una posizione in campo dal centrocampo in sù.
Quest’operazione si aggiunge alle due già finalizzate da Perez, tra l’arrivo a parametro zero dal Liverpool di Ibrahima Konaté, a cui si aggiunge l’acquisto dall’Inter di Denzel Dumfries, per cui è stata azionata la clausola rescissoria da 20 milioni di euro. Sul fronte della guida tecnica, dopo la separazione da Alvaro Arbeloa a guidare la panchina delle merengues tornerà José Mourinho, che aveva allenato i Blancos tra il 2010 e il 2013. Il Benfica aveva già annunciato che in caso di rielezione di Perez il tecnico lusitano si sarebbe trasferito a Madrid a fronte del pagamento della clausola da 15 milioni di euro.
Accanto al progetto sportivo, Pérez dovrà affrontare la possibile revisione del modello sociale del Real Madrid. Il presidente aveva già anticipato questa prospettiva nell’assemblea dei soci delegati del 2024, per poi riproporla con maggiore forza nell’ultima assemblea, tenutasi nel dicembre 2025.
L’idea è convocare un’assemblea straordinaria e successivamente un referendum tra i soci per autorizzare l’ingresso di un partner finanziario nel capitale del club, con una partecipazione minoritaria pari al 5%. Secondo Pérez, l’obiettivo è proteggere il patrimonio del Real Madrid da possibili attacchi esterni e, al tempo stesso, attribuire un valore formale alla società.
«Dobbiamo creare una filiale affinché i 100.000 soci del Real Madrid mantengano il controllo assoluto, con una partecipazione minoritaria del 5% per sapere quanto vale il club. Sarà un alleato strategico e mai un proprietario. Dobbiamo intraprendere una nuova tappa che ci consolidi come miglior club del mondo e non dipendere dalla forza individuale di un presidente. Il Real Madrid non può cadere nelle mani di nessuno. Abbiamo un tesoro che dobbiamo custodire».
Il tema ha accompagnato tutta la campagna elettorale, anche perché Enrique Riquelme ha presentato l’operazione come un possibile primo passo verso la privatizzazione del club. Pérez ha respinto con decisione questa lettura, ribadendo nel suo primo intervento dopo il voto che il Real Madrid resterà dei soci, indicati come i veri proprietari della società.
A questo punto, saranno dunque i soci a decidere se aprire questa nuova fase, in un passaggio che potrebbe ridefinire l’assetto istituzionale del club senza intaccarne, nelle intenzioni della presidenza, il principio fondativo della proprietà associativa.







































