Calcio e Finanza
·11 marzo 2026
Abramovich obbligato a donare solo un miliardo dal ricavato della cessione del Chelsea

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La vendita da parte di Roman Abramovich del Chelsea ha fruttato 2,35 miliardi di sterline nel maggio 2022 (2,75 miliardi di euro al cambio di allora), ma l’oligarca russo non dovrà riconoscere l’intera cifra a una fondazione benefica, come concordato all’epoca con il governo britannico in seguito all’invasione della Russia della vicina Ucraina.
Infatti, come riporta The Times, Abramovich dovrà versare al fondo “solamente” 987 milioni di sterline, che al cambio attuale sono pari a 1,14 miliardi di euro. A rilevare questa novità sono in particolare i risultati economici-finanziari della società Fordstam Ltd per l’anno concluso a giugno 2023. Questi indicano che la Fordstam deve 1,4 miliardi di sterline a una società registrata a Jersey chiamata Camberley International Investments. Cifra che deve essere rimborsata utilizzando il denaro proveniente dalla vendita del Chelsea. Questa è la società di cui si serviva Abramovich per prestare soldi al club inglese stesso.
«Il proprietario di Fordstam Ltd, Roman Abramovich, intende donare i ricavi netti dalla vendita del club, dopo aver considerato altre voci di bilancio, a una fondazione benefica», si legge nei conti Fordstam Ltd. Il documento aggiunge che il «guadagno netto sulla vendita» del club è stato di 987 milioni di sterline. Nel frattempo, tutti i 2,35 miliardi di sterline restano congelati nel conto bancario di Fordstam Ltd, ma hanno comunque generato 63 milioni di sterline di interessi fino a giugno 2023. I conti di Fordstam Ltd confermano inoltre che Blueco 22 Ltd, il consorzio che ha acquistato il Chelsea guidato da Todd Boehly, ha concordato un prezzo di acquisto di 2,5 miliardi di sterline, ma ha trattenuto 150 milioni di sterline fino a maggio 2027 per coprire eventuali procedimenti legali.
Il prestito di Fordstam a Camberley International Investments deve comunque essere rimborsato nella sua totalità, cioè pari a 1,4 miliardi di sterline, anche qualora Abramovich dovesse decidere di donare la cifra intera della cessione del Chelsea in beneficenza. Negli ultimi giorni i legali dell’oligarca russo hanno sottolineato come i proventi dalla cessione del club inglese siano di proprietà di Abramovich e che ogni tentativo di confiscare tali fondi sarà combattuto.
La controversia nasce, principalmente, da come questo denaro debba essere usato. Abramovich è d’accordo che vada in beneficienza, ma sostiene che parte del denaro debba essere usato per tutte le vittime della guerra, ucraine o russe che siano. Dal canto suo, il governo britannico vuole riconoscere solamente gli ucraini. La data di scadenza per trovare un accordo è il 17 marzo, dopo di che, come confermato dal primo ministro britannico Keir Starmer lo scorso dicembre, si provvederà alla confisca di tutti i 2,35 miliardi di sterline.
Il Chelsea è inoltre in attesa dell’esito di un’udienza disciplinare relativa alle 74 accuse di violazione delle norme sugli agenti, tra cui un pagamento segreto non registrato all’ex agente di Eden Hazard. Il club spera di ricevere solo una multa, poiché ha autodenunciato i pagamenti dopo averli scoperti durante il cambio di proprietà nel 2022. La commissione potrebbe tuttavia imporre sanzioni più severe, tra cui un divieto di trasferimenti o una penalizzazione in classifica, anche se il Chelsea farebbe quasi certamente ricorso contro qualsiasi sanzione sportiva. Proprio per questo Blueco 22 Ltd, attuale proprietaria del Chelsea, ha trattenuto dalla cifra concordata con Abramovich (2,5 miliardi), un totale di 150 milioni per eventuali penali in merito a procedimenti tuttora in corso.
Il bilancio di Fordstam Ltd conferma inoltre:
Nel documento si legge come i fondi di Camberley International Investments «potrebbero essere influenzati da un’indagine penale in corso avviata dal Procuratore generale di Jersey, volta a stabilire se alcuni asset — potenzialmente inclusi i ricavi netti — costituiscano proventi di reato».









































