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·11 giugno 2026

Accordo FIFA-FIFPRO sul mercato: dal 2027 commissioni ai calciatori e mai più fuori rosa

Immagine dell'articolo:Accordo FIFA-FIFPRO sul mercato: dal 2027 commissioni ai calciatori e mai più fuori rosa

La FIFA e FIFPRO (il sindacato internazionale dei calciatori) hanno annunciato due storici accordi destinati a segnare un punto di svolta nella governance del calcio professionistico mondiale: una riforma complessiva del sistema internazionale dei trasferimenti e un nuovo quadro di cooperazione con la FIFA, attraverso un Memorandum of Understanding valido fino al 2031.

Gli accordi arrivano al termine di un ampio negoziato avviato dopo la sentenza Diarra della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dell’ottobre 2024, caso sostenuto da FIFPRO, FIFPRO Europe e UNFP, e rappresentano l’esito di anni di pressioni da parte dei calciatori e dei loro sindacati per un sistema più equo, più bilanciato e maggiormente inclusivo.


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Al centro dell’intesa con la FIFA c’è la creazione di una nuova Piattaforma Globale di Dialogo Sociale, attraverso la quale le future modifiche al Regolamento FIFA sullo status e sui trasferimenti dei calciatori — il RSTP — saranno negoziate collettivamente. Ispirata a quasi vent’anni di dialogo sociale nel calcio europeo, la piattaforma riunirà la FIFA e i partner sociali riconosciuti del calcio, con FIFPRO a rappresentare i calciatori a livello mondiale.

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Il principio alla base della nuova architettura è chiaro: le future modifiche al sistema dei trasferimenti dovranno fondarsi sul consenso e non più su decisioni unilaterali. Per FIFPRO si tratta di uno dei progressi più rilevanti mai ottenuti nella rappresentanza dei calciatori all’interno della governance globale del calcio. I giocatori non saranno più soltanto soggetti alle regole che disciplinano le loro carriere, ma parte del processo chiamato a definirle.

Le riforme, sviluppate attraverso discussioni che hanno coinvolto FIFA, FIFPRO, European Football Clubs, World Leagues Association, UEFA e CONMEBOL, introducono nuovi diritti e nuove tutele per i calciatori, preservando al tempo stesso i pilastri essenziali del sistema dei trasferimenti.

Le commissioni sui trasferimenti ai giocatori: il 5% per chi guadagna meno di 150mila euro

Una delle novità più significative – inserita nel testo del nuovo regolamento sui trasferimenti, che sarà valido a partire da gennaio del 2027 – riguarda il riconoscimento, per la prima volta a livello globale, di una partecipazione dei calciatori al valore economico generato dal proprio trasferimento. I giocatori con una retribuzione annua pari o inferiore a 150.000 euro avranno diritto a una quota diretta dell’indennità di trasferimento generata dal loro passaggio, con un minimo obbligatorio del 5% versato direttamente dal club cedente.

Il principio è quello secondo cui, quando il talento di un calciatore genera valore economico, anche il calciatore deve poterne beneficiare direttamente. Si tratta di una misura pensata soprattutto per incidere sulle fasce meno tutelate del calcio professionistico, dove i trasferimenti possono produrre valore per club e intermediari senza che il giocatore ne tragga un beneficio proporzionato.

La modifica dell’articolo 17: indennizzi equi per club e calciatori

Un altro capitolo centrale riguarda la modifica dell’articolo 17 del RSTP, la norma al centro del caso Diarra e da anni uno dei punti più delicati del sistema FIFA. Il nuovo articolo 17 disciplina le conseguenze della violazione contrattuale e introduce un quadro più articolato per la determinazione degli indennizzi, il ruolo delle clausole concordate e le sanzioni sportive.

Le parti restano libere di stabilire contrattualmente l’indennizzo economico dovuto in caso di violazione del contratto, la cosiddetta “agreed compensation”. Questa previsione non dovrà necessariamente essere reciproca, ma il Football Tribunal potrà ridurre l’importo con prudenza qualora risulti eccessivamente elevato e potrà ignorarlo se manifestamente ingiusto. Per i calciatori con una retribuzione fissa annua fino a 150.000 dollari, o equivalente, qualsiasi accordo sull’indennizzo dovuto al giocatore dovrà garantire almeno un pagamento pari al valore residuo del contratto violato, salvo circostanze eccezionali che giustifichino un importo inferiore.

In assenza di un indennizzo concordato, la parte che subisce una violazione contrattuale avrà diritto al pieno risarcimento del danno. Nel caso del calciatore, il danno dovrà tenere conto in particolare del valore residuo del contratto violato e di ogni ulteriore pregiudizio subito. Nel caso del club, il risarcimento potrà considerare il valore dei servizi del calciatore, un’indennità di trasferimento persa o il valore di mercato perduto, i costi di sostituzione e ogni altro danno causato.

Il nuovo impianto stabilisce inoltre un principio di base: sia il calciatore sia il club dovranno vedersi riconosciuto, come minimo, un importo pari al valore residuo del contratto violato. Solo in circostanze straordinarie il risarcimento potrà essere inferiore. È una modifica di rilievo perché rafforza la tutela economica dei calciatori e impedisce che il compenso dovuto venga ridotto automaticamente solo perché il giocatore, dopo una violazione subita, ha trovato un nuovo club.

In presenza di condotte abusive, potrà essere riconosciuta al calciatore o al club anche una penale fino a sei mensilità. Rimane il dovere della parte danneggiata di mitigare il danno, ma nel rispetto del principio secondo cui il valore residuo del contratto rappresenta la soglia minima di riferimento. Gli accordi collettivi validamente negoziati a livello nazionale tra rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori potranno inoltre derogare ad alcuni di questi principi, con prevalenza delle relative disposizioni.

Sul fronte della responsabilità dei nuovi club, il nuovo articolo 17 conferma la responsabilità solidale nel pagamento dell’indennizzo quando, sulla base delle circostanze del caso, sia possibile stabilire che il nuovo club ha indotto il calciatore a violare il contratto. Viene inoltre introdotta una presunzione specifica: se il giocatore firma un nuovo contratto entro 45 giorni dalla violazione, si presume che il nuovo club abbia indotto la rottura contrattuale. Tale presunzione potrà essere superata solo dimostrando, con soddisfazione del Football Tribunal, che non vi è stata alcuna induzione.

Restano anche le sanzioni sportive. Per i club che violano un contratto durante il periodo protetto è previsto un sistema progressivo nell’arco di un periodo di recidiva di due anni: ammonimento e multa per la prima violazione, limite alla registrazione di nuovi giocatori per una sessione in caso di seconda violazione, divieto totale di registrazione per una o due finestre nelle ipotesi successive. In presenza di circostanze aggravanti, le sanzioni più pesanti potranno essere applicate direttamente. Se un club viene ritenuto responsabile di aver indotto un calciatore a violare il contratto durante il periodo protetto, scatterà il divieto di registrare nuovi giocatori per due intere finestre consecutive.

Per i calciatori, la violazione del contratto durante il periodo protetto comporterà una restrizione di quattro mesi dalla partecipazione a partite ufficiali, che potrà salire a sei mesi in presenza di circostanze aggravanti. La sanzione sarà sospesa tra l’ultima partita ufficiale della stagione e la prima della stagione successiva, salvo il caso in cui il calciatore sia stabilmente parte della propria nazionale e la federazione partecipi alla fase finale di un torneo internazionale in quel periodo.

Il nuovo articolo 17 prevede infine che il pagamento dell’indennizzo per violazione contrattuale non incida sulle disposizioni relative all’indennità di formazione e che il diritto al risarcimento non possa essere ceduto a terzi.

Disciplinate alcune pratiche abusive: stop ai fuori rosa

Accanto alla riforma dell’articolo 17, l’accordo introduce il divieto espresso di alcune pratiche abusive che hanno interessato per anni numerosi calciatori: retrocessioni punitive, allenamenti in isolamento come forma di pressione, trattenimento dei passaporti e abusi nelle procedure di registrazione. I club che non rispettano gli obblighi contrattuali saranno esposti a conseguenze sportive ed economiche più rapide ed efficaci, mentre i pagamenti arretrati matureranno un interesse dell’8%.

Le riforme puntano anche a garantire maggiore certezza giuridica per calciatori e club. Le clausole di “liquidated damages” e i meccanismi di uscita concordati (le cosiddette clausole rescissorie) saranno incoraggiati fin dall’inizio del contratto, purché la loro quantificazione resti ragionevole e proporzionata. Elementi chiave del sistema dei trasferimenti, come il periodo protetto e i meccanismi di responsabilità solidale, saranno ridefiniti per garantire maggiore proporzionalità.

Anche i giovani calciatori saranno interessati dal nuovo quadro. I giocatori formati nei club potranno firmare un primo contratto professionistico di cinque anni, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità, più opportunità di sviluppo e tutele specifiche per i loro interessi sportivi, educativi ed economici.

Le riforme si basano anche sui principi sviluppati all’interno del Comitato europeo di dialogo sociale settoriale per il calcio professionistico. In particolare, la risoluzione congiunta adottata nel novembre 2025 da FIFPRO Europe, UEFA, EFC e European Leagues ha contribuito ad aprire la strada al consenso globale ora riflesso nel nuovo sistema dei trasferimenti.

Il benessere dei calciatori al centro dei piani futuri

Un altro capitolo centrale dell’accordo riguarda il benessere dei calciatori, il carico di lavoro e il recupero. In base all’intesa con la FIFA, i giocatori e i loro rappresentanti contribuiranno a definire futuri standard su periodi di riposo, pause fuori stagione, finestre di recupero e tempo minimo tra una partita e l’altra. Questi standard saranno chiamati a incidere sulle decisioni relative al carico di lavoro di calciatori e calciatrici e sui calendari internazionali oltre il 2030.

Per la prima volta, chi sostiene direttamente il costo fisico del calendario avrà quindi una voce nella definizione degli standard che lo regolano. Le future discussioni sul calendario internazionale dovranno tenere conto di questi parametri.

Il Memorandum of Understanding rafforza inoltre la presenza dei calciatori nelle strutture decisionali della FIFA. FIFPRO avrà un posto da osservatore con diritto di parola nel Consiglio FIFA, mentre esperti nominati dal sindacato mondiale dei calciatori entreranno negli organi giudiziari e nei comitati permanenti della FIFA, continuando a svolgere un ruolo centrale nel Football Tribunal.

La voce dei calciatori sarà quindi più stabile e visibile nei luoghi in cui vengono prese le principali decisioni sul gioco: dalla governance alla regolamentazione, fino alla risoluzione delle controversie.

Il calcio femminile e il FIFA Fund for Players

L’intesa prevede anche un capitolo dedicato al calcio femminile. FIFA e FIFPRO svilupperanno standard minimi globali per le nazionali femminili e promuoveranno soluzioni su misura a livello continentale, sulla scia del modello già implementato in Europa. Saranno inoltre ampliati i meccanismi che consentono alle calciatrici di beneficiare direttamente del successo delle grandi competizioni internazionali, seguendo gli esempi della FIFA Women’s World Cup 2023 e di UEFA Women’s EURO 2025.

Tra le misure previste c’è anche il rilancio del FIFA Fund for Players, con un budget dedicato di 20 milioni di dollari fino al 2029 e FIFPRO all’interno del comitato direttivo. Il fondo fornisce una rete di sicurezza ai calciatori nei casi in cui club insolventi o falliti non rispettino i propri obblighi economici, soprattutto nelle aree in cui le violazioni contrattuali restano diffuse. Nella sua precedente configurazione, il fondo aveva garantito sostegno finanziario diretto a oltre mille calciatori in tutto il mondo.

Oltre al livello globale, FIFA e FIFPRO lavoreranno per rafforzare il dialogo sociale a livello nazionale, sostenendo lo sviluppo di accordi collettivi, contratti standard, camere nazionali per la risoluzione delle controversie e sistemi nazionali dei trasferimenti modernizzati. L’obiettivo è rafforzare i sindacati, le tutele dei calciatori e la loro voce a ogni livello del gioco.

Infine, FIFPRO ha riaffermato il proprio sostegno al calcio delle nazionali e alla regola del rilascio obbligatorio dei calciatori. In parallelo, alla luce dei progressi raggiunti, il sindacato mondiale dei calciatori ritirerà i propri ricorsi legali in corso contro la FIFA e invita i sindacati membri a prendere le distanze dalla class action promossa dalla fondazione olandese “Justice for Players”.

Il nuovo accordo segna così un cambio di fase nei rapporti tra FIFA e FIFPRO: dalla contrapposizione giudiziaria a un sistema di cooperazione strutturato, nel quale i calciatori ottengono un ruolo più diretto nella definizione delle regole che incidono sulle loro carriere, sulle loro condizioni di lavoro e sul futuro del calcio professionistico.

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