Algeria Austria, 44 anni dopo: a caccia dei sedicesimi con il fantasma del 1982. “Biscotto” o vendetta attesa da anni? | OneFootball

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·27 giugno 2026

Algeria Austria, 44 anni dopo: a caccia dei sedicesimi con il fantasma del 1982. “Biscotto” o vendetta attesa da anni?

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Algeria Austria dei Mondiali 2026 riporta alla mente quanto successo 44 anni fa: “biscotto” o vendetta attesa da anni? L’analisi completa

Stasera, al Kansas City Stadium, Algeria e Austria scendono in campo per chiudere la terza e ultima giornata del Gruppo J del Mondiale 2026. Una sfida cruciale che vale il passaggio ai sedicesimi di finale, ma che inevitabilmente riporta la memoria a uno dei capitoli più iconici e controversi nella storia della Coppa del Mondo: l’incrocio di Spagna ’82.


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Il precedente di Oviedo: la firma di Schachner e Krankl

Il primo e unico precedente tra le due nazionali ai Mondiali risale al 21 giugno 1982. L’Algeria si presentava allo stadio Carlos Tartiere di Oviedo sulle ali dell’entusiasmo: pochi giorni prima aveva compiuto un’impresa epocale battendo 2-1 la Germania Ovest, diventando la prima nazionale africana a sconfiggere una squadra europea in un Mondiale.

Tuttavia, l’Austria si dimostrò un ostacolo insormontabile. Solidi e tatticamente disciplinati, gli austriaci frenarono l’impeto dei Fennecs imponendosi per 2-0 grazie alla concretezza dei propri fuoriclasse offensivi. Nella ripresa, un rimpallo fortunato favorì Walter Schachner, all’epoca attaccante del Cesena (in seguito sarebbe approdato al Toro), che al 55′ sbloccò la gara infilando la palla sul secondo palo. L’Algeria reagì con veemenza, ma al 68′ ci pensò il leggendario bomber Hans Krankl a chiudere i giochi, spegnendo le speranze nordafricane: un sinistro in diagonale perfetto, a coronare una ripartenza che trovò sbilanciata la nazionale algerina

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L’ombra della “Vergogna di Gijón”

Quella sconfitta per 2-0 si rivelò fatale per le sorti dell’Algeria, innescando l’episodio più discusso di quell’edizione. Nonostante il successivo successo algerino sul Cile (3-2), l’Austria e la Germania Ovest diedero vita al famigerato “Patto di non belligeranza di Gijón“. La vittoria per 1-0 della Germania (risultato che garantiva la qualificazione a entrambe le europee) trasformò il secondo tempo in una lunga e sterile melina, eliminando clamorosamente l’Algeria per differenza reti. Un episodio che indignò il mondo intero e spinse la FIFA a imporre per sempre la contemporaneità delle partite nell’ultima giornata dei gironi.

Il match di stasera: rivincita o calcolo?

Oggi, 44 anni dopo quell’estate spagnola, la storia ci regala un nuovo, affascinante incrocio. Con l’Argentina già prima nel girone e la Giordania ormai eliminata, Austria e Algeria si trovano a pari punti, con gli austriaci avanti solo per la differenza reti (3/3 contro 2/4).

Ironia della sorte, un pareggio stasera garantirebbe a entrambe l’accesso al turno successivo. Per il popolo algerino, tuttavia, questa non è una semplice gara della fase a gironi, ma l’occasione tanto attesa per esorcizzare il passato e riscrivere un finale rimasto indigesto per oltre quattro decenni. Ci sarà un patto (anche non dichiarato) o il tentativo di cercare una vendetta?

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