Calcionews24
·28 maggio 2026
Allegri il preferito dal Napoli, ma siamo sicuri che sarebbe la linea di continuità con Conte?

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Massimiliano Allegri è il primo nome nella lista del Napoli per la panchina della prossima stagione. Dopo l’addio di Antonio Conte, Aurelio De Laurentiis sta valutando il profilo dell’ex allenatore del Milan, reduce dall’esonero dopo una stagione complicata in rossonero. Il tecnico toscano rappresenta un’idea forte, un nome di esperienza e un allenatore abituato a gestire pressioni, grandi piazze e squadre costruite per vincere. Ma la domanda resta inevitabile: sarebbe davvero la scelta più corretta per aprire il nuovo ciclo azzurro?
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Uno dei motivi che spingerebbe il Napoli a valutare con grande attenzione Allegri riguarda la continuità tattica. Dopo due stagioni con Conte, la rosa azzurra è stata modellata su principi legati alla difesa a tre, al 3-5-2 e più in generale a sistemi che prevedono quinti di centrocampo, due attaccanti e grande densità nella zona centrale.
Da questo punto di vista, Allegri potrebbe garantire una transizione meno traumatica. Nell’ultima esperienza al Milan ha utilizzato il 3-5-2, e anche alla Juventus aveva già lavorato con moduli simili. La sua capacità di adattarsi al materiale tecnico a disposizione è sempre stata una delle sue caratteristiche principali.
Il punto, però, è un altro: Allegri non è soltanto un allenatore da difesa a tre. Anzi, molti dei suoi successi più importanti sono arrivati anche attraverso sistemi diversi, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, passando per assetti più fluidi e meno rigidi. Per questo immaginarlo come semplice continuatore del lavoro di Conte rischia di essere una lettura parziale.
Il passaggio da Conte ad Allegri non è una novità nella storia recente del calcio italiano. La Juventus lo fece anni fa e la scelta portò risultati importanti: dominio in Italia, continuità di vittorie e due finali di Champions League. Quel cambio, però, avvenne dentro un contesto già fortissimo, con una società strutturata, una rosa dominante e un progetto tecnico molto chiaro.
Al Napoli, la situazione sarebbe diversa. Il club arriva da un ciclo vincente ma anche da una fase di cambiamento profondo. Ci sono giocatori da valorizzare, altri da rivalutare e altri ancora da inserire dentro un progetto nuovo. Per questo la scelta dell’allenatore non può essere soltanto una questione di nome o di curriculum.

L’alternativa principale porta a Vincenzo Italiano, profilo molto diverso per idee e principi. Il tecnico ha lavorato spesso con 4-3-3 e 4-2-3-1, proponendo un calcio aggressivo, verticale e orientato alla pressione. Una scelta di questo tipo comporterebbe probabilmente una trasformazione più netta rispetto all’eredità tattica di Conte, ma potrebbe anche valorizzare meglio alcuni elementi offensivi della rosa.
La vera questione, dunque, non riguarda soltanto Allegri o Italiano. Il punto centrale è capire quale direzione voglia prendere il Napoli. Se l’obiettivo è mantenere una struttura simile a quella degli ultimi due anni, allora Allegri può rappresentare una soluzione logica. Se invece la volontà è aprire un ciclo più dinamico, con un calcio diverso e una valorizzazione più marcata dei profili offensivi, allora la riflessione deve allargarsi.
Chi dovrà decidere il prossimo allenatore, che sia De Laurentiis o la dirigenza, dovrà prima chiarire il progetto tecnico. Modulo, identità, mercato e valorizzazione della rosa devono andare nella stessa direzione. Il rischio, altrimenti, è scegliere un grande nome senza costruirgli attorno un contesto coerente. E dopo l’addio di Conte, il Napoli non può permettersi una scelta confusa.







































