Amorim a Dazn: «Stiamo migliorando. Ascolto sempre i giocatori, ma l’ultima decisione è la mia. Roma e Inter? Siamo ancora distanti da loro» | OneFootball

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·20 settembre 2026

Amorim a Dazn: «Stiamo migliorando. Ascolto sempre i giocatori, ma l’ultima decisione è la mia. Roma e Inter? Siamo ancora distanti da loro»

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Amorim, allenatore rossonero, è intervenuto ai microfoni di Dazn poco dopo il fischio finale di Milan Lecce

Ruben Amorim, pochi minuti dopo il fischio finale del match tra Milan e Lecce, sfida valevole per la quinta giornata della Serie A 2026/27, è intervenuto ai microfoni di Dazn. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

SULLA PRESTAZIONE – «Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l’avversario aspettava un nostro errore, e l’abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria».


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AMORIM COME LIEDHOLM – «È una bella curiosità, ma il momento è diverso, è un’epoca nuova. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo giocando meglio e stiamo migliorando. La cosa più importante, però, è che stiamo imparando. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio».

SULLE DIFFERENZE CON ROMA E INTER – «Credo che siano distanti: se guardi al nostro modo di giocare e agli avversari, e se parli di Roma e Inter, penso che abbiano avuto più tempo come squadra. Si vede che i meccanismi ci sono e sono più chiari rispetto al nostro gruppo, ma non abbiamo perso così tanti punti. Abbiamo lasciato due punti contro la Lazio e a Torino contro la Juventus, quindi non è tutto da buttare. A volte sembra così, specialmente dopo gli ultimi risultati, ma dobbiamo bilanciare le cose. Oggi abbiamo vinto, sapendo però di aver affrontato una buona squadra che sta facendo bene. Ogni avversario è diverso e a volte avremo qualche difficoltà in certe partite: fa parte del processo. Penso che dovremmo avere più punti, perché se vedi come sono andate le gare, contro la Juventus, pur non giocando benissimo, eravamo a trenta secondi dal portare a casa altri due punti, e contro la Lazio, considerando i due tempi, meritavamo qualcosa in più».

SU MODRIC – «È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto. In alcune gare, come nel primo tempo contro la Lazio, se trasformiamo la partita in un continuo botta e risposta di transizioni, non è un buon contesto per Luka, così come non lo è per Jashari. Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modric; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita».

SULLA GESTIONE DELLA FORMAZIONE – «Penso sia una questione di osservazione delle partite e delle caratteristiche dei singoli. Certamente ascolto i giocatori, ma per un allenatore, specialmente in una grande squadra, è impossibile prendere decisioni solo ascoltandoli. Li vedi, cerchi di capirli, ma ogni giocatore tende a spingere il gioco verso le proprie caratteristiche, e in quel modo costruire un’identità diventa difficile. Quindi la decisione finale è sempre la mia. Quello che ho percepito nelle ultime partite – e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore – è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un’altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia, perché qui gli allenatori sono davvero intelligenti: marcano benissimo a uomo e, quando perdono un po’ i punti di riferimento su ciò che vogliamo fare, per loro diventa più difficile. Allo stesso modo, infatti, a volte è difficile anche per me decifrare la mobilità delle altre squadre».

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