Milannews24
·11 settembre 2026
Amorim sotto processo dopo tre partite: al Milan la polemica corre più veloce del progetto

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·11 settembre 2026

«Se si vuole giocare come il Como bisogna assumere l’allenatore del Como». Ruben Amorim ha risposto in maniera diretta durante la conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Milan, probabilmente infastidito da un confronto che, allo stato attuale, appare inappropriato e soprattutto ingiusto. Non perché Cesc Fabregas e il suo Como non meritino gli elogi ricevuti, ma perché si stanno mettendo sullo stesso piano due progetti arrivati in momenti completamente differenti del proprio percorso.
Il Como ha costruito negli anni un’identità riconoscibile attraverso investimenti, programmazione e continuità tecnica. Fabregas ha avuto il tempo necessario per trasmettere principi, automatismi e mentalità alla propria squadra. Amorim, invece, ha diretto appena tre partite ufficiali alla guida del Milan. Pretendere che il suo calcio sia già completo e immediatamente paragonabile a quello di una formazione consolidata significa ignorare le normali dinamiche di qualsiasi nuovo ciclo.
In casa Milan sembra esistere una malsana necessità di creare continuamente un caso. Se la squadra vince, si discute della qualità del gioco. Se non convince pienamente, si mette in dubbio l’allenatore. Se un’altra realtà propone un calcio brillante, ci si domanda immediatamente perché i rossoneri non riescano a replicarlo. Manca quasi sempre una componente fondamentale: il tempo.
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Amorim non deve essere protetto dalle critiche e non può ricevere giustificazioni infinite. Ha accettato di allenare un club nel quale risultati e prestazioni vengono giudicati con una pressione superiore alla media. Dopo tre gare, però, si possono valutare le prime scelte, alcuni segnali e determinate difficoltà. Non si può ancora emettere una sentenza definitiva sul progetto.
Il tecnico portoghese ha spiegato di avere un’identità precisa e di preferire il lavoro tattico alle dichiarazioni pubbliche. La sua risposta non rappresenta necessariamente un attacco a Fabregas. È piuttosto la rivendicazione del diritto a essere giudicato per ciò che vuole costruire, non sulla base di un modello appartenente a un altro allenatore.
Ogni tecnico osserva, studia e può prendere spunto dalle idee degli altri. Questo non significa dover copiare il Como o trasformare il Milan in una riproduzione di un’altra squadra. Amorim è arrivato con principi differenti, un sistema riconoscibile e una rosa profondamente rinnovata. Anche i calciatori hanno bisogno di assimilare movimenti, distanze e richieste nuove.
Il Milan può e deve migliorare rapidamente, perché la sua storia non consente stagioni di semplice apprendistato. Ma esiste una differenza enorme tra pretendere progressi e chiedere un prodotto già finito dopo appena tre partite. Il confronto serio potrà essere fatto più avanti, quando il lavoro dell’allenatore avrà avuto il tempo di lasciare tracce evidenti.
Fino ad allora sarebbe più corretto analizzare Amorim per quello che sta realmente facendo. Il Milan non ha bisogno dell’ennesima polemica preventiva. Ha bisogno di ritrovare stabilità, pazienza e una direzione precisa. Tre partite possono offrire indicazioni, non decretare il fallimento di un progetto appena cominciato.
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