Amorim spiega: «Leao? Se resta deve lottare, Cisse lo mette in difficoltà. Tutto concordato con Maignan e Rabiot» | OneFootball

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·15 agosto 2026

Amorim spiega: «Leao? Se resta deve lottare, Cisse lo mette in difficoltà. Tutto concordato con Maignan e Rabiot»

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Amorim manda un messaggio chiaro a Leao e spiega la gestione di Maignan e Rabiot dopo il successo del Milan contro il Manchester United

Il Milan chiude il precampionato con una vittoria prestigiosa e convincente contro il Manchester United. Il 2-4 di Breslavia regala buone sensazioni a Ruben Amorim, che però invita l’ambiente a non lasciarsi condizionare dal risultato dell’amichevole. Il tecnico portoghese guarda già all’esordio in campionato contro il Torino e affronta anche diversi temi delicati: le scelte sulla rosa, i giorni di riposo concessi a Maignan, Rabiot e Modric, le condizioni di Leao e il mercato.

La prestazione contro lo United può essere un punto di partenza?

«Certamente, ma il risultato di oggi non conta, perché ciò che conta è vincere domenica contro il Torino, contro cui sarà una partita completamente diversa rispetto a quella di oggi. Oggi abbiamo avuto più spazio per giocare. Quindi, sarà diverso, ma naturalmente la sensazione della squadra è completamente diversa quando vinci e quando lo fai giocando bene. Comunque, penso che dobbiamo preoccuparci del modo in cui stiamo subendo gol. Perché stiamo regalando i gol, sia contro il Celtic che oggi. Ma per il resto penso che stiamo migliorando, però non importa. Il precampionato non conta, dobbiamo vincere la prossima».


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Che effetto le ha fatto affrontare la sua ex squadra?

«No. Per me è stata una partita normale. Da quando ho firmato con il Milan, non ho provato più niente per il Manchester United. Sono soltanto orgoglioso di essere stato al Manchester United e amo ancora il club, ma dopo aver firmato con il Milan non provo niente di negativo riguardo a nulla, perché sono molto felice, perché sono nel posto in cui voglio essere. Boglio soltanto continuare qui. Naturalmente è stato speciale tornare a giocare contro di loro, ma volevo vincere una partita in questa preseason per presentarci bene al nostro campionato, per dare una buona immagine ai nostri tifosi, affinché ci sostengano nella prima partita».

Come spiega le recenti decisioni su alcuni giocatori esclusi dal progetto?

«Tutti e quattro hanno fatto davvero bene durante il pre-campionato, ma dobbiamo fare delle scelte. Stiamo cambiando e penso che sia importante cambiare davvero in questo momento perché siamo all’inizio di un progetto. Abbiamo alcuni ragazzi giovani che avranno spazio e io devo crearglielo. Voglio comunque sottolineare che hanno fatto davvero bene durante il precampionato. Però, come vi ho detto quando siamo tornati da Giacarta, dobbiamo preparare la stagione. E con quasi 40 giocatori è impossibile prepararla. Quindi mi dispiace per i ragazzi, ma dobbiamo farlo. E c’è un’altra cosa che voglio dire…».

Cosa vuole precisare sulla situazione di Maignan, Rabiot e Modric?

«Un’altra cosa che voglio dire riguarda la situazione di Mike, Rabiot e Modric. Rabiot, Modric e Maignann hanno avuto più giorni perché hanno giocato di più. Per me era importante. Tutti si lamentano del numero di partite e del fatto che i giocatori non riescano a sopportare le tante fatiche e io ho dato quei giorni in più ai giocatori perché sapevo già che non avrebbero potuto giocare la partita di oggi. Quindi ho dato loro altri tre giorni. Non cambierà niente. E per me è davvero importante dire che è stata una mia decisione, non dei giocatori. E loro vogliono allenarsi. Domani saranno a Milanello a preparare la prima partita. Avevano un programma completo e hanno seguito il programma, perché abbiamo le prove che lo hanno fatto. Quindi voglio che questo sia davvero chiaro, perché penso che sia importante».

Maignan sarà disponibile già per la sfida contro il Torino?

«È una posizione diversa. Si sta allenando per tutto il tempo. Se guardate il numero di partite che ha giocato nelle ultime stagioni con il Milan, gioca ogni partita. Sarà pronto per la prima partita perché è una posizione diversa. Valuteremo Rabiot. Rabiot è un giocatore davvero importante per noi. Ma, come abbiamo dimostrato oggi, dobbiamo avere fiducia. Dobbiamo far riposare i giocatori che hanno bisogno di riposare perché sarà una stagione molto impegnativa. Abbiamo anche altri giocatori pronti a giocare, ma penso che loro saranno pronti a dare il loro contributo nella prossima partita».

Ci sono possibilità di vedere Leao in campo contro il Torino?

«Non lo so. Non lo so. Penso che non sia una cosa grave, ma non so se sarà pronto».

Quali sono invece le sue valutazioni sul futuro di Leao?

«Non lo so, ma Leao è un nostro giocatore. Ho già detto che siamo felici di averlo, è un giocatore davvero costoso. Quindi vedremo, ma deve lottare. Penso che Cisse, per come ha giocato, renderà le cose difficili. Saelemaekers ha cambiato posizione, sarà dura. Abbiamo anche Pulisic che sta tornando. Quindi abbiamo molti giocatori che lotteranno per il posto».

Dopo questa prestazione pensa di chiedere ulteriori rinforzi sul mercato?

«Ora abbiamo un piano. E faremo quello che pensiamo sia meglio per il club, non soltanto per oggi, ma anche per il futuro. Quindi vedremo cosa succederà».

Quanto è stato importante il sostegno di Cardinale durante questi giorni a Milanello?

«Non riguarda soltanto me. Siamo davvero, davvero felici del sostegno che abbiamo dal nostro proprietario, ma non riguarda soltanto me. Le persone a Milanello, tutti quelli che sono nella nostra casa, quando vedono il proprietario sempre lì, che parla con tutti, è qualcosa di speciale. Le persone… e noi, come ho detto, siamo una famiglia. Penso che quest’anno sia cambiato molto e potete vederlo. Abbiamo avuto un’ottima conversazione e stiamo pianificando il futuro, il presente, il presente del club. Ma, ancora una volta, non riguarda soltanto me: riguarda tutti quelli che sono nella nostra casa, a Milano».

Che impressione le hanno fatto la Polonia e lo stadio che ha ospitato la partita?

«Il clima qui è davvero bello. Le persone sono davvero gentili. Mi piace molto lo stadio. C’è un ambiente molto bello, persone splendide. Ne siamo stati davvero felici, ma adesso torneremo a casa nostra e noi la amiamo, amiamo casa nostra».

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