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·14 settembre 2026
Andrea Barzagli, una vita nel calcio e per il calcio: “Ho vissuto sempre al massimo”

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Difensore elegante e roccioso, pulito e deciso che negli anni di carriera ha saputo migliorare e crescere anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento imprescindibile. Lì dietro Andrea Barzagli ha rappresentato una certezza, tanto in Nazionale (73 presenze), quanto nei club, elemento fondante della BBC, terzetto mitico con Bonucci e Chiellini che è stato la colonna portante della Juventus e dell’Italia. Su Vivo Azzurro TV il nuovo speciale Legend è dedicato al campione del mondo del 2006. DA CENTROCAMPO ALLA DIFESA. Ha iniziato da Scandicci, alle porte di Firenze, sognando di diventare un calciatore: “A casa mia madre scarrozzava me e mio fratello per i campi, mentre mio padre si alzava presto, alle 4 di mattina, perché aveva un camion di alimentari e girava per i mercati vendendo prosciutti e formaggi: ha fatto sacrifici, ma è stata un’infanzia felice”. Anni che hanno permesso a Barzagli di affacciarsi al calcio dei grandi e fare i passi giusti, senza bruciare le tappe: “Nasco vecchia ala destra, poi ho giocato per anni centrocampista anche nei Dilettanti Nazionali, ma con ‘Bepi’ Pillon ho cambiato ruolo: mi mise difensore, e per fortuna, perché non ero adatto ad arrivare a certi livelli da centrocampista”.


La mitica BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) in maglia Azzurra
Il Chievo Verona gli spalanca le porte della Nazionale Under 21, a Palermo si consacra e arriva in Nazionale maggiore con quell’estate del 2006 indimenticabile. “Quando sono entrato nell’ottavo di finale contro l’Australia non c’è stata minimamente pressione da parte del mister. Dopo l’espulsione di Materazzi, Lippi mi disse semplicemente ‘tranquillo, entra’. Sono stato catapultato in campo in quella che era la partita più importante della mia carriera. Ho giocato quei 30 minuti, risolti dal rigore di Totti, e sono stato in campo anche nella gara con l’Ucraina, a cui sono arrivato con uno stato d’animo diverso, perché c’era maggiore tensione e una consapevolezza diversa. Ma sono stato aiutato da tutti, perché c’era tantissima qualità”. Una carriera in crescendo che, dopo il 2006, l’ha visto trasferirsi al Wolfsburg in Germania per poi tornare in Italia e iniziare nel 2011, con la Juventus, una decade di dominio. “Mi sono goduto tantissimo gli anni di carriera in bianconero, in cui ho trovato fiducia in me stesso con quella mentalità e continuità che non avevo prima. Sono stati anni intensi, con la testa solo su quello: sono andato sempre al massimo, è una vita che mentalmente ti pressa tanto”.


Barzagli e Baldini durante un raduno della Nazionale U21
BALDINI E L’U21. Chiusa la parentesi da calciatore Barzagli è tornato in Under 21, come assistente di Baldini. “Il rapporto con il mister mi ha stupito e continua a stupirmi. Non ci conoscevamo e all’inizio è stata una sorpresa, nessuno si aspettava questa collaborazione. È un padre per questi ragazzi, è uno che ha vissuto una vita piena di tutto, che parla e che ha da spendere sempre una buona parola cercando di farli crescere. È un allenatore molto moderno e molto bravo. Personalmente, sto facendo questo percorso per capire se fare l’allenatore sia la mia strada del futuro e mi serviva un approccio con un allenatore di esperienza che mi facesse vedere il lavoro e come si sta all’interno di uno staff. È un’avventura interessante, con persone capaci e con un Club Italia fatto di professionisti, e stiamo provando a fare la nostra parte per il calcio”. Gli Azzurrini si raduneranno fra una settimana per preparare le ultime due gare di qualificazione all’Europeo (il primo ottobre la trasferta in Armenia, il 5 ottobre a Pescara contro la Polonia): “I giovani credo che vivano una vita molto più veloce rispetto a come eravamo noi da calciatori. Per loro è tutto più immediato, hanno più informazioni e sono molto più professionali di come eravamo noi. Abbiamo la fortuna di lavorarci, sono giovani e non si sono ancora fatti prendere dal mondo del calcio d’élite, che comunque cambia molte dinamiche. Sono fiducioso che la maglia azzurra tornerà a splendere”.
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