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·4 ottobre 2026

Argentina, 7-0 al Burkina Faso in un'amichevole imbarazzante (Video)

Immagine dell'articolo:Argentina, 7-0 al Burkina Faso in un'amichevole imbarazzante (Video)

L’Argentina ha travolto 7-0 il Burkina Faso nella seconda amichevole internazionale della finestra FIFA di ottobre, in una giornata in cui il risultato è finito per essere molto più netto del reale valore calcistico del test per la Scaloneta

La Nazionale guidata da Lionel Scaloni ha fatto il suo dovere, è stata nettamente superiore, ha sfruttato praticamente ogni spazio trovato e ha costruito una goleada che avrebbe potuto essere ancora più ampia. Tuttavia, il contesto ha trasformato la partita in qualcosa di molto più simile a una formalità che a una vera sfida internazionale.

La differenza non è stata solo nella gerarchia individuale e collettiva delle due nazionali. Il Burkina Faso è arrivato nel Paese appena poche ore prima della partita e ha schierato una formazione dalle caratteristiche giovanili, circostanza che ha lasciato la squadra africana in evidente svantaggio già prima che il pallone iniziasse a rotolare. Per questo, anche se l’Argentina è stata seria, efficace e travolgente, l’entità della vittoria difficilmente può essere usata come una misura reale del suo livello competitivo.


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La Selección, questo sì, ha fatto esattamente ciò che doveva fare. Non si è rilassata contro un avversario chiaramente inferiore, ha mantenuto l’intensità e ha concretizzato rapidamente le occasioni avute. In questo senso, la prestazione parla anche di una caratteristica che la squadra di Scaloni ha consolidato con il passare del tempo: anche quando il contesto invita ad abbassare il ritmo, mantiene una struttura riconoscibile e cerca di attaccare con determinazione.

La goleada ha iniziato a prendere forma praticamente fin dall’inizio. Appena al 2’, Giay è stato atterrato in area e l’Argentina ha avuto la possibilità di sbloccare il risultato dal dischetto. Lautaro Martínez si è preso la responsabilità, ma il suo primo tentativo non si è trasformato in gol. Tuttavia, l’attaccante ha reagito subito e ha sfruttato la ribattuta per firmare l’1-0.

Il gol in apertura ha spalancato ancora di più una partita che già sembrava indirizzata in partenza. Il Burkina Faso non trovava risposte per arginare il palleggio argentino né riusciva a sostenere le diverse soluzioni offensive proposte dall’Albiceleste. Pressione, mobilità e differenza tecnica hanno iniziato a tradursi rapidamente in occasioni.

All’8’ è arrivato il secondo. L’Argentina è tornata ad attaccare, ha trovato spazio per mandare un cross in area e Moumoune Diallo, nel tentativo di allontanare il pericolo, ha finito per spedire il pallone nella propria porta. Il 2-0 ha reso ancora più evidente l’enorme distanza tra le due squadre e ha confermato che la serata poteva trasformarsi rapidamente in una goleada.

Quattro minuti dopo è riapparso Lautaro Martínez come protagonista. L’attaccante ha ricevuto palla e ha partecipato alla costruzione di una nuova azione offensiva conclusa da Gianluca Prestianni, che ha sfruttato l’assist del centravanti per segnare il 3-0 al 12’. L’Argentina aveva segnato tre gol in appena una manciata di minuti e la partita era praticamente già chiusa prima del quarto d’ora.

Il problema per il Burkina Faso non era più soltanto contenere gli attacchi argentini, ma trovare in qualche modo la maniera di cambiare la dinamica dell’incontro. Ogni pallone perso si trasformava in una possibilità per l’Albiceleste e ogni recupero argentino sembrava generare una nuova occasione. La Selección sfruttava l’enorme quantità di spazi e attaccava con una facilità che difficilmente avrebbe trovato contro un avversario più preparato e di maggiore livello.

Dopo alcuni minuti in cui il punteggio è rimasto stabile, Nico Paz è apparso per segnare il quarto gol. Il centrocampista ha nuovamente dimostrato la sua capacità di inserirsi in zona offensiva e di partecipare a una struttura argentina che, di fronte alla scarsa resistenza avversaria, trovava sbocchi praticamente in ogni zona del campo.

Il quinto è arrivato al 36’, questa volta per mano di Julián Álvarez. L’attaccante è tornato a iscrivere il proprio nome sul tabellino e ha portato il vantaggio sul 5-0, trasformando definitivamente l’amichevole in un’esibizione a senso unico.

Il secondo tempo, di conseguenza, aveva come principale interrogativo fino a dove potesse arrivare il divario. L’Argentina aveva già fatto praticamente tutto il lavoro nei primi 45 minuti e il Burkina Faso si ritrovava davanti a un compito enorme per evitare che la goleada assumesse proporzioni ancora maggiori.

Ma l’Albiceleste non ha tolto del tutto il piede dall’acceleratore. Dopo pochi minuti della ripresa, Franco Mastantuono è comparso per segnare il 6-0 e seppellire definitivamente qualsiasi possibilità di reazione africana. La partita si era ormai trasformata in una sessione offensiva per l’Argentina e in un esercizio di resistenza per il Burkina Faso.

La goleada ha avuto un ultimo capitolo nel recupero. Giuliano Simeone, con un colpo di testa, ha fissato il 7-0 definitivo, chiudendo una serata in cui l’Argentina ha segnato sette gol e ha finito per imporre un divario abissale.

Il risultato, tuttavia, obbliga a separare due questioni che si possono facilmente confondere. Dal punto di vista dell’efficacia, l’Argentina ha svolto il compito in modo eccellente. Ha segnato presto, ha sfruttato le sue occasioni, ha mantenuto l’intensità e non ha permesso che la partita si complicasse. Ma dal punto di vista della valutazione calcistica, l’incontro offre ben poco per stabilire quanto la squadra sia realmente cresciuta contro rivali di livello superiore.

Ed è qui che emerge il vero problema di questo tipo di amichevoli. Una goleada per 7-0 può essere spettacolare per le statistiche, ma perde gran parte del suo valore come parametro quando l’avversario arriva poche ore prima della partita e presenta una rosa giovanile. La superiorità argentina era prevedibile già prima del fischio d’inizio e si è poi confermata in modo così netto che, dal punto di vista competitivo, praticamente non c’è mai stata partita.

Per questo, più che come una dimostrazione definitiva di potenza, la serata va interpretata come un’opportunità per osservare movimenti, dare minuti a determinati giocatori e mantenere attiva la struttura della Nazionale. La prestazione è stata seria e professionale, ma l’avversario non ha permesso di misurare gli aspetti che davvero mettono alla prova una squadra della dimensione dell’Argentina.

La Scaloneta ha risposto con una goleada che, per il punteggio, resterà registrata come una delle sue vittorie più travolgenti. Ma dietro il 7-0 resta una sensazione inevitabile: la partita è stata più utile all’Argentina come allenamento di alto livello che come vera prova internazionale.

E qui sta la contraddizione della serata. L’Argentina ha fatto tutto bene in campo, ma l’amichevole è stata ben lontana dall’offrirle l’esame di cui aveva bisogno. Il risultato è stato perfetto; la competizione, praticamente inesistente.

/Julián Lautaro Luque, corrispondente di todofutbol in Argentina

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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