Pagine Romaniste
·20 giugno 2026
Arrivata la deroga per D’Amico. Priorità: plusvalenze e rinnovi

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·20 giugno 2026

D’Amico ottiene la deroga per operare con la Roma da subito e non dal primo luglio. Subito i rinnovi, Celik è il più vicino, poi le plusvalenze.
Il Messaggero (S.Carina) – Il purgatorio è finito. Da ieri Tony D’Amico può operare liberamente come nuovo ds della Roma. Non un dettaglio. Negli ultimi giorni il dirigente aveva lavorato con alcune limitazioni burocratiche. Secondo l’Articolo 4, comma 6 dello Statuto della Lega Serie D’Amico infatti poteva sostanzialmente muoversi telefonicamente, ma non rappresentare la Roma in via ufficiale nelle trattative e senza poter essere operativo a Trigoria.
Chiuse le ultime pendenze con l’Atalanta, alla quale ha lasciato alcuni crediti che vantava nei confronti del club dei Percassi, è arrivata la deroga tanto attesa. Ora per il ds inizia una corsa contro il tempo. Perché tra plusvalenze, rinnovi e mercato, le cose da fare di certo non mancano. Delle plusvalenze abbiamo già parlato nell’articolo sovrastante, non meno importante è però il capitolo legato ai rinnovi. Gasperini è stato chiaro: pochi acquisti ma mirati. E per farlo ha bisogno che venga confermato lo zoccolo duro della rosa. Quindi Dybala, Celik e Pellegrini.
Per Paulo si è forse dato tutto troppo per scontato, almeno nella tempistica. Perché la Joya pur di restare ha accettato di vedersi decurtato lo stipendio da 8 milioni più uno di bonus ma poi all’interno dello spogliatoio c’è sempre un equilibrio da mantenere. Per intenderci: se Malen guadagna 3,5 milioni, Celik non può chiedere – anche in virtù del Decreto Crescita – qualcosa di analogo. Ma se per il turco le parti si sono riavvicinate nelle ultime ore, per Dybala c’è ancora da limare una differenza di fondo. La Roma da settimane ha presentato una proposta così formulata: 2 milioni più 60mila euro a presenza da 45 minuti. Per intenderci: prendendo in considerazione l’ultima stagione, l’argentino avrebbe guadagnato ulteriori 840 mila in virtù delle 14 apparizioni con questo minutaggio.
La Joya ha però rilanciato: 3 milioni con una quota a gettone più bassa oppure 2 milioni più 60mila euro a presenza senza contemplare il minutaggio. Sempre rifacendosi all’ultima annata il compenso, rispetto agli 840mila, lieviterebbe fino a 1 milione e 320 mila. Risposta che l’argentino ancora non ha avuto. L’insediamento di D’Amico, anche se della questione fino ad oggi se ne è occupato in prima persona Ryan Friedkin avvalendosi della consulenza dell’agente Pietro Scala, lascia pensare che possa esserci un’accelerazione e l’attesa fumata bianca. Quella che aspetta anche Pellegrini. Che ha atteso pazientemente l’insediamento del nuovo ds e ora la prossima settimana si siederà per discutere del prolungamento.







































