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·19 settembre 2026

ATTENZIONE A…Curtis Jones

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Curtis Jones è l’uomo nuovo nello scacchiere dell’Inter. Oggi, vista l’assenza di Calhanoglu, potrebbe giocare titolare a centrocampo.

Pagine Romaniste (L.Suriano) – L’Inter è da tempo in Italia la squadra da battere, senza dubbio quella da ammirare per continuità e qualità del gioco espresso. Forse ha raccolto meno di quanto avrebbe dovuto in termini di trofei. Complici, però, un paio di cavalcate in Champions League che, seppur conclusesi senza la coppa, hanno tolto energie fisiche e mentali al campionato. La sua struttura, tra l’altro, poggia sugli stessi capisaldi dall’inizio di questo lungo ciclo, con qualche aggiunta particolarmente azzeccata. Ad esempio Manuel Akanji, per rendimento miglior difensore centrale della scorsa Serie A. Piotr Zielinski, rinvigorito dall’arrivo di Chivu dopo un paio di annate al piccolo trotto. Oppure la freschezza di riserve di lusso come Francesco Pio Esposito e Petar Sucic.


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Nel tentativo di rafforzare e rinnovare il reparto di centrocampo che, negli ultimi tempi, ha visto il progressivo ridimensionamento, solo per questioni anagrafiche, di Henrikh Mkhitaryan e l’accantonamento di Davide Frattesi, la società nerazzurra ha deciso di investire su Curtis Jones. Inseguito a lungo già a gennaio, l’inglese è approdato ad Appiano Gentile dopo una faticosa trattiva e si è rivelato immediatamente un elemento quantomeno affidabile. Agli occhi dei meno attenti, però, è proprio lui l’elemento da scoprire tra coloro che saranno in campo questa sera.

Once a Scouser…

Nato e cresciuto a Liverpool e, soprattutto, nel Liverpool, ha esordito in prima squadra nel 2019 sotto la sapiente guida di Jurgen Klopp. Il percorso di Jones nel club di casa è stato piuttosto irregolare. Considerato uno dei fiori all’occhiello del settore giovanile, ha iniziato a trovare spazio con discreta continuità già nell’annata 2020/21, a soli 19 anni, tra l’altro accumulando ben 4 gol e 5 assist in tutte le competizioni. Il classe 2001, però, nel corso del tempo, non ha visto il suo status evolversi come desiderato, trovandosi in questo perenne limbo da riserva di qualità, capace di destreggiarsi in molteplici ruoli e coprire diverse necessità.

Nelle sue otto stagioni al Liverpool, il centrocampista ha giocato da intermedio, da mediano davanti alla difesa, da trequartista, da ala sinistra con velleità di rientrare sul destro per calciare e persino da laterale di corsia sia destra che mancina. In tutto questo vagabondare, non è mai riuscito davvero a ritagliarsi uno spazio ben delineato. Non tanto in termini di minutaggio – nelle ultime tre annate è sempre andato sopra i 2000 minuti – quanto di valore indiscutibile all’interno della rosa e di compiti in campo.

Non necessariamente un problema per la compagine del nord dell’Inghilterra, che poteva disporre di un ragazzo attaccato ai colori, duttile e di ottimo talento, un elemento ideale per allungare la rosa. Certamente, però, una questione dirimente per il giocatore. Che, a 25 anni, ha iniziato a valutare altre strade per il bene della propria crescita professionale e alla fine ha scelto di allontanarsi dal nido.

Curtis Jones, l’uomo giusto per Chivu?

Ma qual è, quindi, il vero ruolo di Curtis Jones? Che cosa apporta al centrocampo dell’Inter? Domande legittime, cui forse è anche presto per rispondere dopo neppure un mese completo di stagione, ma su cui si può già avere un’idea. Innanzitutto, la posizione di mezzala è probabilmente quella che più gli si addice. Il nativo di Liverpool ha una struttura fisica importante e una buona capacità a contrasto, ma non ha le letture difensive del mediano puro. Allo stesso modo, seppur dotato di visione di gioco, abilità tecnica e soprattutto un validissimo calcio da fuori area, gli manca forse un po’ di attitudine in spazi stretti e creatività per agire da trequartista, profilo comunque non contemplato dal 3-5-2 di Chivu.

Incastrato nel mezzo spazio di sinistra, Jones ha già dato sfoggio di alcune delle sue qualità. A Madrid, per esempio, soltanto la traversa lo ha privato della prima rete in nerazzurro dopo una bella giocata in area di rigore. Contro l’Udinese, invece, il suo ingresso ha dato sostanza alla linea mediana e assicurato una buona gestione del pallone nonostante qualche compagno un po’ affaticato. Gli inglesi lo definirebbero Jack of all trades, un calciatore che fa tutto piuttosto bene e nulla benissimo. Il 25enne, però, ha le giuste qualità in fase di possesso. Ne garantisce il controllo con le scelte, il gioco nel corto e l’abilità di resistere alla pressione avversaria, e anche in fase di ripiegamento è un faticatore applicato.

Qualcosa gli manca in termini di corsa senza palla e precisione sotto porta (nelle ultime 3 stagioni di Premier League è sempre stato in underperformance rispetto agli xG). Anche nel gioco aereo è carente, una sorpresa vista la stazza. La grande possibilità di scelta di cui dispone Chivu, però, permette di non caricarlo di responsabilità e di sfruttarne i punti di forza. Sempre che il ruolo di dodicesimo uomo non lo stanchi anche qui.

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