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·5 settembre 2026

ATTENZIONE A…Gianluca Gaetano

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Nella seconda puntata di “Attenzione a…” analizziamo Gianluca Gaetano, regista di centrocampo voluto da Sarri per la sua nuova Atalanta.

Pagine Romaniste (L.Suriano) – L’estate dell’Atalanta è stata rivoluzionaria più di quanto la campagna acquisti analizzata singolarmente farebbe presupporre. Se gli acquisti sono stati pochi e mirati, e le cessioni per lo più scongiurate grazie ai tanti soldi incassati dal Chelsea per Palestra (che lo scorso anno non era a Bergamo) e Ahanor (addio doloroso, ma in un ruolo coperto), le figure di Cristiano Giuntoli, nuovo ds, e Maurizio Sarri, allenatore, rappresentano un punto di rottura con il passato.


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Il 67enne toscano, in particolare, dopo il tentativo societario non del tutto riuscito di dare continuità tecnica dopo l’addio di Gasperini (con due suoi allievi come Juric e Palladino), ha portato in terra lombarda un nuovo completamente diverso di giocare. A Zingonia hanno improvvisamente accolto la difesa a quattro, le marcature a zona, e il palleggio in zone centrali del campo. In questo senso, l’arrivo più peculiare in sede di calciomercato è stato quello di Gianluca Gaetano. Il centrocampista napoletano non è un nome di alto profilo né una perla dello scouting atalantino. Si tratta, però, di un profilo che risponde perfettamente a una delle esigenze primarie della guida in panchina.

Cagliari nel destino

Quella del classe 2000 è già una vita calcistica piena di mille fasi differenti. Primavera del Napoli cresciuto con il mito di Hamsik, mostra ottime cose in Serie B in prestito alla Cremonese, con 17 gol totali dal gennaio 2020 all’estate 2022. La società azzurra, il cui settore giovanile non è all’altezza né del bacino potenzialmente a disposizione né dei risultati ottenuti in questi anni dalla prima squadra, sceglie quindi di trattenerlo in rosa. Le giuste occasioni, però, non arrivano mai.

Nel gennaio 2024, quindi, Gaetano parte alla volta della Sardegna. Qui si afferma come uno dei punti fermi del Cagliari e dei protagonisti della salvezza targata Claudio Ranieri grazie alle sue 4 reti in 11 partite. Un rendimento che porta alla volontà comune, ma ostacolata dalle più pressanti questioni economiche, di riunirsi anche nell’annata successiva. Volontà poi rispettata sul gong della sessione di trasferimenti. A questo punto, il ragazzo di Cimitile è ancora un trequartista dagli ottimi colpi. Ha una buona capacità nell’usare il proprio fisico, ed è portato soprattutto ad agire sull’out di sinistra o centrosinistra per sfruttare il suo dribbling a rientrare e il suo calcio con il destro.

Una mossa vincente

Per la reale svolta nella carriera del 26enne ci vuole un po’ di tempo, e soprattutto ci vuole l’arrivo di Fabio Pisacane sulla panchina cagliaritana. L’ex difensore, dopo una serie di prove tattiche e cambiamenti in corsa, decide di schierare la sua squadra con un 3-5-2 tendente al 4-3-3. L’ago della bilancia è Marco Palestra, nominalmente e in fase difensiva un laterale di centrocampo, ala aggiunta quando si attacca. In questo scacchiere, il prodotto della Primavera del Napoli non è l’ala o trequartista di fascia mancina come ci si poteva attendere – quel ruolo è di un altro campano come Sebastiano Esposito – ma il regista di centrocampo coadiuvato da due mezzali. L’emblema di questo progetto è la partita dell’Unipol Domus vinta nel gennaio 2026 contro la Juventus, seppur non senza sofferenza. Un incontro in cui Gaetano regala anche l’assist per il gol vittoria di Mazzitelli.

Così, più o meno a sua insaputa, l’ex Cremonese si evolve nel perfetto vertice basso sarriano. L’elenco è infinito. Da Valdifiori esploso con la maglia dell’Empoli e poi portato a Napoli a Jorginho (a sua volta poi passato dal Napoli al Chelsea insieme al suo allenatore), a Miralem Pjanic con la Juventus, fino a a Rovella nella Lazio. Il 4-3-3 del tecnico toscano non può prescindere da un uomo al centro del campo in grado di controllare ritmo e operazioni, dotato di visione di gioco e profonda qualità soprattutto nel breve. Tutte doti di cui Gaetano dispone, e che hanno portato l’Atalanta a sborsare 12 milioni per averlo.

Gaetano alla regia

In queste prime due uscite di campionato, il classe 2000 ha completato il 92% dei suoi passaggi con oltre 70 tocchi di media, a fronte del 57% dei lanci lunghi completati su meno di 8 tentativi totali. Numeri confermati anche nelle due sfide di Conference League contro l’Hapoel Beer Sheva. L’ormai mediano rappresenta una presenza costante davanti alla difesa, l’innesco per le risalite rapide dell’Atalanta e il calciatore deputato a trovare i suoi compagni offensivi tra le linee avversarie. Maggiori grattacapi li ha in fase difensiva. In copertura è ancora lacunoso nei duelli e poco avvezzo se puntato dagli offensivi altrui, anche se non particolarmente distratto nonostante l’imprinting da fantasista.

La Roma rappresenta per lui una sfida e un passaggio di fuoco particolarmente significativo. Nel match giocato con la maglia del Cagliari dello scorso febbraio, la pressione giallorossa fu soffocante. Il giocatore campano si mostrò ancora più propenso ad attaccare lo spazio libero davanti a sé che ad eludere la stretta dei marcatori. Nella loro prima uscita stagionale contro la Fiorentina gli uomini di Gasperini hanno mietuto una vittima illustre in Nicolò Fagioli, tagliato completamente fuori dal match. L’ex Juventus ha nelle gambe un calcio più compassato rispetto a Gaetano. Anche quest’ultimo, però, non è un giocatore rapidissimo nel primo passo, ragione che probabilmente lo ha portato ad arretrare il raggio d’azione, ed è ancora in traiettoria di crescita nell’imparare a direzionare il corpo nel modo migliore. Oggi probabilmente toccherà ancora a Rodrigo Mora schermare i suoi movimenti, e la speranza romanista è che il 19enne sia efficace come due settimane fa.

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