Calcionews24
·2 febbraio 2026
Audero, che paura! Il petardo costa caro anche al tifoso: e ora la curva dell’Inter rischia la mazzata!

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·2 febbraio 2026

Un boato sordo ha squarciato il pomeriggio dello Stadio Zini, trasformando una domenica di calcio in attimi di puro terrore. Durante la ripresa della sfida tra Cremonese e Inter, un potente petardo lanciato dal settore ospiti è esploso a pochi passi da Emil Audero, portiere dei Grigiorossi ed ex della gara. Come ricostruito dettagliatamente dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’estremo difensore è crollato a terra, stordito dall’onda d’urto e avvolto da un fumo denso, mentre compagni e avversari, tra cui il laterale Federico Dimarco e il capitano Lautaro Martinez, accorrevano preoccupati per sincerarsi delle sue condizioni. Anche Cristian Chivu, presente a bordo campo, si è mosso per provare a calmare gli animi di una curva in preda al delirio.
L’episodio poteva costare carissimo al club di Viale della Liberazione: se Audero, ferito a una coscia e visibilmente frastornato, avesse chiesto il cambio, la partita si sarebbe tramutata automaticamente in un 3-0 a tavolino per i padroni di casa. Invece, dimostrando una professionalità rara e grande attaccamento ai valori dello sport, il classe 1997 ha scelto di restare in campo, permettendo l’omologazione dello 0-2 maturato sul terreno di gioco. Un gesto di grande “stile” lodato da tutti, a partire da Davide Nicola, tecnico dei lombardi:
UOMO VERO – «L’episodio si commenta da solo. Non sono il giudice di nessuno ma è davvero sgradevole vedere ancora certe scene. È successo qui ma poteva succedere altrove. Audero ha dimostrato di essere un uomo vero».
La “giustizia”, per il responsabile del folle lancio, è arrivata in modo brutale e immediato. Il tifoso interista, individuato rapidamente dalle forze dell’ordine, ha perso tre dita della mano nello scoppio ed è stato ricoverato d’urgenza in ospedale: per lui scatterà inevitabilmente l’arresto. La gravità dell’accaduto ha scosso profondamente la dirigenza meneghina, con il Presidente Beppe Marotta intervenuto duramente per dissociare il club da tali comportamenti:
CONDANNA FERMA – «Vorrei stigmatizzare e condannare quel gesto insulso che non ha nulla a che fare con i nostri valori. Il dispiacere non è solo del club ma anche della stragrande maggioranza dei tifosi. Apprezzo la professionalità di Audero, che è un uomo serio e ha voluto concludere la partita, ma rimane la condanna per un episodio isolato e inaccettabile».
La squadra, visibilmente scossa — come confermato dal difensore Alessandro Bastoni che ha parlato di “non sentirsela” — ha evitato il consueto saluto sotto il settore ospiti a fine gara. Ora la palla passa alla Giustizia Sportiva: l’Inter eviterà la sconfitta a tavolino solo grazie allo stoicismo di Audero, ma rischia una maxi-multa per responsabilità oggettiva e, scenario molto probabile, la chiusura della Curva Nord di San Siro per una o più partite.








































