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·21 settembre 2026
Barça: super Raphinha, i 5 brasiliani leggenda dei Blaugrana

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·21 settembre 2026

Raphinha ha iniziato la stagione con statistiche impressionanti e continua a scrivere un altro pezzo di storia del club. Prima di lui, altri brasiliani hanno lasciato il segno al Camp Nou.
Raphinha sta vivendo un inizio di stagione leggendario ed entra poco a poco nel cuore e nella leggenda dei tifosi del Barcellona. Il Brasile e il Barça hanno sempre avuto un rapporto speciale. Prima dell’attuale capitano, illustri auriverde sono passati dalla Catalogna, lasciando in alcuni casi un’impronta indelebile nella storia del club. Ripercorriamo il percorso di cinque di loro.
Alcuni suoi connazionali avevano già indossato i colori blaugrana prima di lui, ma è senza dubbio il primo ad aver lasciato un ricordo indelebile in Spagna. Dopo aver fatto tremare i campi olandesi con il PSV Eindhoven (142 partite, 127 gol), il carioca raggiunge la squadra allora allenata da Johan Cruyff. Al termine di una prima stagione folle al fianco di Hristo Stoichkov, Romário vincerà il campionato e chiuderà come capocannoniere con 30 gol in 33 partite, compresa una leggendaria tripletta contro il Real Madrid (5-0). Nuovo idolo del Camp Nou, porterà la sua squadra fino alla finale di Champions League, persa contro un Milan superiore (0-4). Poi volerà negli Stati Uniti con la sua nazionale per disputare la Coppa del Mondo, che vincerà dominando il torneo (7 partite, 5 gol). Dopo il Mondiale, però, la sua testa è altrove e il giocatore dal carattere forte non tornerà mai più quello della stagione precedente. Rientrerà in Brasile pochi mesi dopo, lasciandosi alle spalle un ricordo indelebile.
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Arrivato dal Deportivo, il longilineo attaccante ha trascorso 5 stagioni a Barcellona. Tecnico, rapido e potente, lo straordinario mancino vivrà alti e bassi ma finirà per diventare imprescindibile. Due volte campione di Spagna (1998, 1999), vive allora l’apice della sua carriera, conquistando l’Onze d'Or e il Pallone d’Oro nell’ultimo anno del millennio, entrando ancora di più nella leggenda del club. Con anche alcune immagini memorabili, come quella rovesciata da 20 metri nella vittoria per 3-1 contro il Valencia, firmata da una tripletta del campione del mondo 2002.
Amante della bella vita e dal sorriso irresistibile, Ronnie arriva nel 2003 dal PSG con lo status di fenomeno, che conferma fin dalla sua prima partita con un tiro da 25 metri sotto la traversa dopo una serie di dribbling che solo lui sapeva fare. Con il numero 10 sulle spalle, raggiungerà l’apice della sua carriera con la maglia Blaugrana, con cui vincerà un Pallone d’Oro incontestabile nel 2005. Quello stesso anno regalerà una prestazione sinfonica al Bernabeu (0-3). Autore di una doppietta e incubo di un giovane Sergio Ramos travolto dal genio brasiliano, il Bernabeu non si sbaglierà e lo applaudirà sul suo secondo gol. Unico.
Il difensore brasiliano firma per il club nel 2008 dopo sei anni con la maglia del Siviglia. Terzino moderno e proiettato in avanti, è l’unico giocatore difensivo di questa lista. Perfettamente compatibile con il tiki-taka imposto da Pep Guardiola, il suo rapporto tecnico con Messi diventa un’arma micidiale per i catalani. Protagonista delle ultime 3 Champions League vinte dal club, fa parte della squadra campione del 2011, considerata una delle più grandi di tutti i tempi.
Il calciatore di un’intera generazione. Ney arriva dal Brasile nel 2013 con lo status di futuro miglior giocatore del mondo. La pressione? Il giovane di Santos non sa cosa sia. Tagli di capelli iconici, scarpini multicolori, balli come esultanze: l’ala funambolica stravolge tutti i codici e si impone molto rapidamente come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. Formerà con Luis Suarez e Lionel Messi uno dei tridenti più emblematici della storia del calcio, con 138 gol segnati nell’anno solare 2015, stagione in cui vince la sua prima e unica Champions League contro la Juventus, con un gol iconico che chiude definitivamente i conti (3-1).
Menzione speciale per Ronaldo (49 partite, 47 gol), che avrebbe potuto figurare in questa lista, ma il cui rapporto con il pubblico si è incrinato quando qualche stagione dopo è passato al Real Madrid.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.