Barcellona, a tutto Yamal: “Mi sento un supereroe! Ora posso aiutare la famiglia, e sul Pallone d’Oro…” | OneFootball

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·26 settembre 2026

Barcellona, a tutto Yamal: “Mi sento un supereroe! Ora posso aiutare la famiglia, e sul Pallone d’Oro…”

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Lamine Yamal si apre in un’intervista concessa al The Guardian. Dall’infanzia al Pallone d’Oro passando per il Mondiale: le sue parole.

Lamine Yamal continua a far parlare di sé anche lontano dal rettangolo verde. La cerimonia del Pallone d’Oro si avvicina e in un’intensa intervista concessa al quotidiano britannico The Guardian, la stella del Barcellona e della nazionale spagnola ha ripercorso la straordinaria cavalcata culminata con la vittoria della Coppa del Mondo, raccontando le sue radici, la passione per il gioco e la ferma convinzione di meritare il massimo riconoscimento individuale del calcio mondiale.


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Yamal si apre al The Guardian: dall’infanzia difficile al sogno Pallone d’Oro

L’amore per il campo, la scintilla dell’estro

Il talento blaugrana ha ricordato le sensazioni provate durante la finale iridata, spiegando la sua personale visione del calcio d’attacco rispetto alle marcature difensive:

“Eravamo in finale ai Mondiali e volevo continuare a giocare. Non ho mai pensato: “Che fischi la fine”, mi stavo divertendo. Il terzino è come un robot che cerca di fermarmi. I robot sono quasi perfetti, ma un essere umano ha qualcosa che loro non hanno. Il calcio è diventato meccanico, ma ci sono giocatori con una scintilla speciale. Il Barcellona mi ha dato controllo e intelligenza calcistica; in strada si impara a sfidare l’avversario e poi a tornare indietro. Io unisco queste due cose. Non gioco per i soldi, gioco per divertimento. Quando prendo la palla e sento la gente alzarsi, mi sento più forte di chiunque altro. Mi sento come Superman o Spider-Man.

Le origini, il rapporto con la figura di Messi e la rivendicazione per il Pallone d’Oro

In chiusura, il classe 2007 ha svelato il profondo legame con i sacrifici della sua famiglia,  il retroscena legato al celebre scatto da neonato con Lionel Messi e ha ribadito le sue altissime ambizioni per il premio di France Football:

“Nel calcio non c’è paura. Ho visto mia madre lottare perché io potessi giocare, e ho visto mio padre raccogliere rottami per le strade perché io potessi mangiare. Quella sì che è paura. Ora, se devo aiutare la mia famiglia, posso farlo. So che il calcio è solo lo 0,000001% della vita. Ho chiesto a mio padre di cancellarla da Facebook. I paragoni erano fin troppo facili, e io volevo essere Lamine, non volevo essere Messi. Non è solo quest’anno, gioco a un livello da Pallone d’Oro ormai da tempo. Tutti sanno che sono un giocatore diverso”.

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