DirettaCalcioMercato
·25 settembre 2026
Barcellona, Raphinha: “A Flick devo tutto! Pallone d’Oro a Yamal, e sull’Inter…”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·25 settembre 2026

Raphinha a tutto campo: il ruolo da falso nove con Flick, Lamine Yamal da Pallone d’Oro e la rincorsa alla Champions.
A segno per 12 volte nelle prime 7 giornate di Liga, Raphinha si è ormai preso la scena al Barcellona sia come trascinatore tecnico che come capitano. L’esterno brasiliano ha concesso un’ampia intervista a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo i dettagli del suo cambio di posizione in campo, il rapporto simbiotico con Hansi Flick e le ambizioni personali e di squadra tra club e nazionale.
L’evoluzione tattica da centravanti e la svolta con Flick
Il brasiliano ha spiegato la genesi della sua trasformazione in “falso nove” al Barça e l’importanza decisiva dell’arrivo del tecnico tedesco per il suo futuro in blaugrana:
“Bomber? Nel senso di falso nove. È stato un cambio progressivo. Dalla fascia inizio a muovermi in una zona più centrale, e in estate abbiamo iniziato a fare delle prove. Funzionano, io sto bene perché mi piace stare più vicino alla porta, anche perché stare vicino alla porta con compagni di questo livello ti offre occasioni. A Flick devo tutto: mi ha cambiato la mentalità. Quando lui è arrivato io ero con la testa fuori dal club, ero sicuro di andarmene. Mi ha chiamato, mi ha detto di aspettare a decidere e la conversazione è stata fondamentale. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto vedere cose di me che io non avevo visto. Da quando è arrivato il Mister ci ha fatto capire che la sua porta era aperta e ci ha dato la sua totale disponibilità.”
Il ruolo di capitano, i giovani e la candidatura di Lamine Yamal
Raphinha si è poi soffermato sul valore della fascia da capitano e sull’esplosione dei giovani talenti cresciuti a La Masia, incoronando Lamine Yamal per il Pallone d’Oro:
“Essere scelto come capitano mi ha sorpreso. I ragazzi nati nel 2007 mi fanno sentire vecchio, ma ti spingono a tenerti in forma, sono uno stimolo e infatti non sono mai stato tanto bene fisicamente come ora. Mi sento un fratello maggiore per loro. Lamine Yamal per me è il candidato numero uno alla vittoria del Pallone d’Oro. Lamine crea magia in campo, ha carisma e personalità, oltre ovviamente ai gol, agli assist, ai titoli. È un giocatore spettacolare e lo dimostra nel Barça e in nazionale. Per me non ci sono dubbi su chi debba vincere quest’anno.”
La parentesi con il Brasile, l’impatto con Ancelotti e il riscatto europeo
In chiusura, l’attaccante ha analizzato l’esperienza con la Seleção sotto la guida di Carlo Ancelotti e le ambizioni del Barcellona per la stagione europea:
“Al Mondiale a livello personale mi ha condizionato l’infortunio, mentre come squadra abbiamo sbagliato quando non si poteva sbagliare. Carlo Ancelotti mi ha sorpreso tantissimo. Quando ho iniziato a lavorare con lui in nazionale e ci siamo conosciuti sul serio ho scoperto un tipo eccezionale, una magnifica sorpresa. Per questo guardo al Mondiale del 2030. La Champions? La semifinale persa con l’Inter di due anni fa non mi va ancora giù. Eravamo lì a un passo, che dolore. Se guardiamo indietro avevamo una squadra decisamente giovane, ma oggi mentalmente siamo molto più maturi e preparati per affrontare i momenti difficili che ti offre la Champions. Siamo pronti a lottare per ogni obiettivo.”







































