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·18 settembre 2026

Bedin: Costi sotto controllo e giovani in campo, così si inverte il trend negativo

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Un controllo rigoroso dei costi, incentivi concreti per i giovani e un patto strategico tra le leghe per salvare il sistema calcio. È questa la ricetta di Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie B, che in una ricca intervista al giornalista Marco Iaria pubblicata oggi su G+ della Gazzetta dello Sport, analizza lo stato di salute del movimento in Italia e in Europa. Bedin lancia un invito ai vertici del calcio italiano: "Fra di noi c’è stima e rispetto, è il momento giusto per cogliere l’attimo e fare qualcosa".

Secondo Bedin equilibrare i bilanci significa liberare risorse per investimenti strategici in asset fondamentali come stadi, settori giovanili, manager competenti e tecnici formatori.


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Controllo dei costi e il modello da seguire

Sul tema dello squad cost ratio (il rapporto tra fatturato e spese per stipendi, ammortamenti e commissioni), Bedin accoglie positivamente il fatto che anche la Premier League inglese sta iniziando a regolamentarsi, visti gli alti livelli di debito. L'auspicio è che in pochi anni tutte le leghe si allineino alle severe percentuali UEFA (70%) per evitare sperequazioni sul mercato internazionale.

Davanti all'obiezione che il Fair Play Finanziario tenda a cristallizzare le posizioni di partenza avvantaggiando i top club e frenando i grandi investitori, Bedin difende la necessità del controllo: l'obiettivo prioritario degli enti regolatori deve essere la continuità aziendale. È preferibile scontentare qualche investitore piuttosto che permettere balzi nel vuoto che rischiano di far sparire le società nel giro di pochi anni. Il modello di riferimento migliore per Bedin è quello della Liga spagnola, che adotta una visione forward looking (basata sui piani aziendali futuri e sulle garanzie per i successivi 12 mesi) anziché limitarsi a guardare i bilanci passati, che sono già obsoleti al momento dell'iscrizione ai campionati.

Sulla Serie BKT che ha visto aumentare il proprio deficit negli ultimi anni a causa di Covid e abolizione del Salary cap, Bedin illustra le strategie per invertire la rotta e ricorda come la Lega B abbia introdotto a marzo nuove misure restrittive, d'intesa con la FIGC. Partendo da maggiori garanzie (chi sfora gli indici di liquidità, indebitamento e costo del lavoro allargato è obbligato a presentare coperture finanziarie più elevate) e, inoltre, procedendo con penalizzazioni economiche, ripristinando una norma già usata sotto la gestione Abodi, sottraendo quote di risorse collettive ai club che sforano i tetti di spesa, redistribuendole a quelli virtuosi.

La ricetta per il futuro: giovani e filiera

La strategia di Bedin per rilanciare il movimento calcistico nazionale si sviluppa su tre pilastri: ripensare la mutualità di sistema, l'Italia ha attualmente la ridistribuzione economica interna più bassa d'Europa, lavorare di filiera, assegnare ruoli e funzioni differenti e sinergici a ciascuna lega professionistica e, infine, rigenerare i flussi di mercato interni: vent'anni fa la Serie B acquistava la maggioranza dei giocatori dalla Serie C e la Serie A faceva lo stesso con la B. Oggi questo meccanismo si è inceppato. Secondo Bedin tramite un gentlemen agreement tra le leghe si vuole rivedere il funzionamento della stanza di compensazione per agevolare le operazioni domestiche: "Facciamo uno scatto culturale: in Italia si dice di stare attenti a non bruciare i giovani, ma i giovani si bruciano se non giocano".

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