Bedin, Lega Serie B: «Non possiamo permetterci di perdere il treno degli investimenti internazionali negli stadi» | OneFootball

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·22 settembre 2026

Bedin, Lega Serie B: «Non possiamo permetterci di perdere il treno degli investimenti internazionali negli stadi»

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La Serie B rappresenta forse il punto di osservazione dal quale meglio si possono cogliere le contraddizioni dell’impiantistica sportiva italiana. Questo perché si tratta di un campionato profondamente legato alle città e ai territori, nel quale convivono realtà molto diverse per dimensioni, capacità economica, proprietà e prospettive di sviluppo, ma che condividono spesso le difficoltà legate alla qualità delle infrastrutture.

Dopo aver attraversato il Paese, osservando progetti, interventi, occasioni mancate e percorsi ancora in fase di definizione, il viaggio portato avanti dalla rubrica Stadi che rigenerano arriva così a confrontarsi con il punto di vista di chi rappresenta una delle componenti centrali del calcio professionistico italiano.


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Abbiamo infatti intervistato Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, partendo proprio dalla fotografia degli impianti del campionato cadetto e dal loro rapporto con le città nelle quali sono inseriti.

Perché la questione infrastrutturale non riguarda soltanto la qualità dello stadio, ma investe direttamente la capacità dei club di sviluppare ricavi, diversificare le proprie attività e rafforzare il valore dei propri asset.

Nel ragionamento di Bedin emerge quindi anche il ruolo che una Lega può assumere nell’accompagnare le società, dalla progettazione alla ricerca di strumenti e competenze, fino alla costruzione di un rapporto più efficace con istituzioni e territori. Una prospettiva che passa anche attraverso gli esempi concreti di questa nuova stagione sportiva, senza prescindere dal possibile effetto di Euro 2032 sull’intero sistema e dalle opportunità offerte dalla nuova normativa sugli stadi.

E che rimarca soprattutto la necessità di un cambio di approccio: non partire dal progetto architettonico, ma dalla sostenibilità economica dell’operazione e dalla capacità di costruire un investimento credibile.

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