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·23 settembre 2026

Bedin: «Possono aumentare i ricavi fino al 50%. La questione stadi limita le squadra di Serie B»

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Il presidente della Lega Serie B Paolo Bedin ha analizzato il tema degli impianti sportivi italiani, sottolineando l’importanza di strutture moderne e multifunzionali

Il futuro del calcio italiano passa anche dagli stadi. È questo uno dei concetti principali espressi da Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, nel corso di un’intervista concessa a Calcio e Finanza. Il numero uno della seconda serie italiana ha affrontato diversi temi legati allo sviluppo del movimento calcistico, soffermandosi in particolare sulla necessità di intervenire sugli impianti sportivi.

Secondo Bedin, lo stadio non deve più essere considerato soltanto il luogo in cui disputare le partite, ma un vero e proprio asset strategico per i club, capace di generare nuove opportunità economiche e di coinvolgere maggiormente il territorio. Il presidente della Lega ha evidenziato come una struttura moderna debba avere una funzione che vada oltre l’evento sportivo.


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«Uno stadio, a prescindere che ospiti abitualmente club di Serie A o B, serve anche a essere utilizzato per finalità diverse da quelle sportive, è indubbio. Ed è utile sia per attività a carattere diciamo così, quotidiano rispetto a quelle che possono essere le esigenze del quartiere e del territorio come, ad esempio di natura commerciale ma, perché no anche educativa, sia per eventi extra sportivi di vario genere. Da qui il termine multifunzionalità, termine spesso abusato e usato a vuoto, ma è così che dovrebbe essere».

In Italia serve riqualificare gli impianti esistenti

Un altro aspetto sottolineato dal presidente riguarda il modello da seguire per il rinnovamento degli stadi italiani. A differenza di altri Paesi, secondo Bedin la strada principale non dovrebbe essere necessariamente quella della costruzione di impianti completamente nuovi, ma della riqualificazione delle strutture già presenti.

«Quando parliamo di nuovi impianti, dobbiamo ragionare sul concetto di impianti rinnovati. Ritengo che il modello italiano, che ancora deve affinarsi, non deve andare nella direzione già intrapresa da altri grandi Paesi che guardano alla costruzione ex novo. In Italia, mettere mano all’impiantistica sportiva vuol dire nella maggioranza dei casi riqualificare l’esistente, lavorare sul sedime già utilizzato. Da un punto di vista sportivo la mancanza dello stadio moderno limita concretamente lo sviluppo di quella che possiamo definire come “l’azienda” club. Questa mancanza non permette di diversificare o incrementare i ricavi e, tema a molto caro, non incide positivamente sul cronico disequilibrio economico finanziario che caratterizza il nostro sport».

Il presidente della Lega Serie B ha poi evidenziato alcune aree nelle quali gli impianti moderni potrebbero incidere maggiormente.

«Ad oggi, con la situazione dell’impiantistica che interessa gran parte non è possibile sviluppare ricavi da hospitality e da servizi in generale; non è possibile lavorare sull’incremento del ticketing, e ancor meno lavorare su nuove forme di partnership e di sponsorizzazioni».

Bedin: «Uno stadio rinnovato dà valore al club»

Nel corso dell’intervento, Bedin ha quantificato anche il possibile impatto economico legato a un impianto moderno.

«È oggettivo che uno stadio nuovo – o rinnovato – genera da un minimo del 30% al massimo di 50% di ricavi in più di un club medio. Si tratta quindi di un qualcosa che è a dir poco fondamentale per l’aspetto della patrimonializzazione dei club. Non possiamo non ricordare che le aziende calcistiche sono aziende non patrimonializzate, non dispongono delle leve classiche del bilancio che esistono invece in tutti i compartimenti industriali: proprio per questo un impianto rinnovato, con le caratteristiche abbiamo descritto, diventerebbe invece un elemento chiave capace di dare valore all’asset aziendale».

Le parole di Bedin riportano quindi al centro del dibattito uno dei temi più discussi del calcio italiano: la necessità di trasformare gli stadi da semplici contenitori di partite a strumenti fondamentali per la crescita sportiva ed economica dei club.

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