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·2 ottobre 2026

Bierhoff dal Festival dello Sport: «Maldini aveva idee chiare, ma serve un sistema che ti segua»

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Bierhoff, ex bomber rossonero, parla a Trento: la rivelazione su Paolo, la crisi della Nazionale e il pronostico su Francia-Italia

In occasione del Festival dello Sport a Trento, l’ex attaccante di Milan e Udinese Oliver Bierhoff è intervenuto ai microfoni di TuttomercatoWeb.it a margine del panel «Una vita da centravanti» al Teatro Sociale. L’ex dirigente della Germania ha toccato diversi temi d’attualità, rivelando i contatti avuti con Paolo Maldini prima delle dimissioni di quest’ultimo dal ruolo affidatogli da Giovanni Malagò per la rifondazione del calcio italiano, e analizzando la crisi della Nazionale azzurra guidata dal CT Roberto Mancini.

Le dichiarazioni integrali di Oliver Bierhoff al Festival dello Sport

Sui confronti avuti con Paolo Maldini: «Sì, abbiamo parlato spesso al telefono, gli ho raccontato la mia esperienza, ho fatto il tifo per lui, ho visto quanta grinta era pronto a mettere per la rifondazione del calcio italiano. Aveva le idee chiare, ma fin dall’inizio ho detto che devi sentire anche un sistema che sia disposto a seguirti, anche in misure che possono fare male. Lui probabilmente non ha sentito questo».


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Sul rinnovamento delle nazionali e la ricetta per far ripartire l’Italia: «Devo dire un po’ di tutto. Quello di cui ci si deve rendere conto è che il cambio non può avvenire in 2-3 anni, serve tempo. Nel 2000 abbiamo cambiato metodo di allenarsi, l’educazione, abbiamo investito in infrastrutture, negli stadi, nelle accademie. Abbiamo pensato ci volessero 10 anni. E nel 2010 in Sudafrica si vide al Mondiale una Germania diversa, con giocatori tecnici. Serve pazienza, ma anche convinzione e la forza di dire: ‘Dobbiamo cambiare’. Da fuori non posso giudicare, ma pensavo che serve proprio arrivare al fondo per risalire. Mi sembrava che l’Italia ci fosse arrivata e che dicesse ‘basta’, con un cambio forte, investimenti forti».

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Su Klopp e Mancini per il rilancio a breve termine e sulla mancanza di campioni: «Nel breve è difficile, oggi c’è mancanza di qualità. Con tutto il rispetto di ogni giocatore, l’Italia arrivata in Germania con Baggio, Del Piero, Pirlo, Cannavaro. Anche la Germania la guardo e penso: quali sono ad alto livello in un grande club europeo ad incidere? Fanno bene, certo, ma i campioni sono come Matthaus, che va in Italia ad essere decisivo. Quando sono arrivato io era tutto al top, anche come preparatori tecnici, per dire, ma sembra che vi siate rilassati senza la capacità di cambiare».

Infine un commento sulla sfida di Nations League Francia-Italia: «Con la Francia non si sa mai, possono vincere anche 4-0 perché sono davvero forti. Così come lo è la Spagna oggi. Per Mancini all’inizio non è facile il lavoro, sarà difficile oggi».

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