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·4 ottobre 2026

Gattuso ricorda il suo Milan: «Maldini aveva uno spessore imbarazzante. Per Baresi tanta rabbia»

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Gennaro Gattuso protagonista al Festival dello Sport di Trento: l’attuale allenatore della Lazio ha ricordato gli anni al Milan, l’importanza di Maldini, Boban, Costacurta e Albertini e la dolorosa esperienza alla guida dell’Italia

Tra i grandi protagonisti dell’ultima giornata del Festival dello Sport di Trento, organizzato da La Gazzetta dello Sport, c’è stato anche Gennaro Gattuso. L’attuale tecnico della Lazio ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera, dedicando ampio spazio agli anni trascorsi al Milan e tornando anche sulla ferita della mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale.


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Durante l’incontro è arrivato anche un videomessaggio di Zvonimir Boban, che ha ricordato così l’ex compagno: «Rino è straordinario, speciale, capii subito che anticipava tutti, infatti è stato Campione del Mondo».

I SENATORI DEL MILAN – «Per me loro sono stati fondamentali, i Boban, Maldini, Costacurta e Albertini. Bisognava solo osservarli e fare copia-incolla. Non sbagliavano un atteggiamento. Era facile, per me era un sogno, non ero all’altezza di quel Milan lì. Lo sentivo dal rumore che faceva la palla quando la calciavo io rispetto a quando la calciavano loro».

MILANELLO – «Dentro Milanello c’erano poi tantissime foto di trofei vinti e i primi anni vincevamo poco o nulla. Allora lavoravo per mettere anche le mie foto a Milanello. Devo ringraziare questi campioni e persone speciali».

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MALDINI – «Paolo. Campione a 360°. Quel giocatore che per non saltare un allenamento prendeva l’Aulin a 39 anni anche se stava male. Uno spessore incredibile, spessore imbarazzante dal punto di vista tecnico, tattico».

L’OLTRAGGIO A BARESI – «Rabbia? Tanta, ma viviamo in un mondo difficile, problematico».

Gattuso ha poi affrontato uno dei capitoli più dolorosi della propria carriera da allenatore: la sconfitta contro la Bosnia che, durante la sua esperienza da commissario tecnico, ha impedito all’Italia di raggiungere il Mondiale.

BOSNIA-ITALIA – «Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l’Ajax, al Milan, ma al 90′ eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l’Australia in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita. L’ho sempre detto, devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. Normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l’ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l’ha fatto apposta a prendere il rosso. Veniamo giudicati sempre come se contasse solo il risultato e questo mi dà fastidio: a volte bisogna anche vedere quello che uno fa nel percorso».

IL DOLORE DOPO L’ELIMINAZIONE – «All’inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare».

Parole che raccontano due facce della carriera di Gattuso: da una parte la gratitudine verso il Milan e i campioni che ne hanno accompagnato la crescita, dall’altra una delle delusioni professionali che, come ammesso dallo stesso tecnico, resterà per sempre dentro di lui.

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