Bisseck: «Il rigore con la Lazio mi ha fatto male. Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter» | OneFootball

Bisseck: «Il rigore con la Lazio mi ha fatto male. Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Inter News 24

Inter News 24

·1 ottobre 2026

Bisseck: «Il rigore con la Lazio mi ha fatto male. Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter»

Immagine dell'articolo:Bisseck: «Il rigore con la Lazio mi ha fatto male. Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter»

Bisseck ha parlato della sua avventura all’Inter e non solo al Festival dello Sport che si sta tenendo in questi giorni in quel di Trento:

Yann Bisseck, ospite al Festival di Trento, è stato protagonista di uno dei panel dell’evento. Queste le parole del difensore centrale dell’Inter:

IL SUO ITALIANO «Per me è un segnale di rispetto imparare la lingua del posto dove lavori. So benissimo che il mio italiano non è perfetto ma non devi avere paura. E poi dopo 4 anni un po’ di italiano ci sta. Chi mi ha insegnato dei compagni? No, loro solo parolacce».


OneFootball Video


IL GIOCO DI CHIVU «Ci dobbiamo muovere come una macchina perfetta, tutti e 11 compreso il portiere. Stiamo facendo abbastanza bene. Inzaghi e Chivu? Non sono così diversi. Simone è molto emozionale, viveva la partita con noi, sarebbe entrato in campo con noi. Anche mister Chivu è molto dentro nella partita, negli allenamenti. Con lui il focus è un po’ più sulla mentalità, come attaccare l’altra squadra mentalmente con piccole cose. Ma alla fine sono due bravi allenatori, per me è stato un grandissimo piacere giocare per Simone ma anche con Chivu».

MOMENTO IN CUI CHIVU E’ ARRIVATO «Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter. Ma siamo gli stessi giocatori, non so se giochiamo più offensivi ma penso che siamo molto costanti».

IL RUOLO DEL DIFENSORE «Quando un difensore sbaglia, è quasi sempre gol. Allora nella mia testa cerco di dare la colpa ad altro, ai tacchetti o ad altro. Così lasci libera la testa e per me funziona benissimo, non puoi farti condizionare magari per 70 minuti perché hai sbagliato dopo 20 minuti».

EPISODIO CHE GLI HA FATTO MALE «Il rigore contro la Lazio, lo sanno tutti penso. Naturalmente ha fatto male, avevamo fatto una buonissima gara, io avevo anche fatto gol. Vedo sempre questa immagine, mi dispiace per la mia squadra, per i tifosi ma nel calcio e nella vita c’è sempre qualche momento che fa male. Penso che questo momento mi ha fatto crescere, non sono contento che sia successo ma tra 10 anni potrò dire che sono cresciuto anche con questo episodio».

LA CHIAMATA DI KLOPP «Klopp ha un’energia incredibile. Come si dice oggi? Aura. Ha un’aura veramente incredibile, quando ti parla ti senti subito meglio. Mi ha chiamato il giorno di Inter-Udinese ma stavo dormendo, gli ho scritto ‘ti chiamo domani che stasera giochiamo’. Penso che a 25 anni sia il momento giusto ma ora voglio tante altre partite con la Germania. Ma prima devo fare tanti compiti qua».

INTER COME CASA «E’ molto molto semplice sentirsi a casa all’Inter. Mi hanno accolto tutti a braccia aperte: dirigenti, compagni, la città. Mi piace vivere a Milano, a Milano puoi solo essere felice. La gente mi tratta bene, amo la gente, amo i tifosi, si mangia bene, ci si può divertire fuori dal campo. Non ho mai avuto un secondo pensiero, volevo prolungare il contratto, mi hanno dato fiducia, sono orgoglioso di questo e ora c’è tanto lavoro da fare. Io ho 25 anni, tanti difensori centrali non sono al top a 25 anni, a volte il prime è a 28-29 anni. Penso che sto facendo bene, si può sempre migliorare e faccio di tutto per questo. L’Inter? In Italia siamo i più forti e io lo dico. Ma è sempre facile parlare, dobbiamo dimostrarlo in campo che siamo i più forti. E alla fine dobbiamo vincere la Champions no? Noi vogliamo vincere la Champions, lo posso dire. Siamo stati così vicini due volte. O meglio una volta. Siamo forti, possiamo andare fino alla fine ma c’è solo una partita che conta. Spero che avremo un’altra chance».

Visualizza l' imprint del creator