Inter, Bisseck si racconta: “Penso ancora al rigore contro la Lazio, Klopp? Ha un'”aura” incredibile” | OneFootball

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·1 ottobre 2026

Inter, Bisseck si racconta: “Penso ancora al rigore contro la Lazio, Klopp? Ha un'”aura” incredibile”

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Yann Bisseck ha concesso a una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, in occasione del Festival dello Sport. Ecco le sue parole.

Un buon inizio di campionato per l’Inter, che guida la classifica della Serie A insieme a Roma e Lazio dopo le prime 5 giornate di campionato. Protagonista nei nerazzurri è stato Yann Bisseck, reduce dalla convocazione con la Nazionale Tedesca, e che ha raccontato il suo momento al Festival dello Sport. Ecco le sue parole, riprese da Daniele Mari.


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Inter, Bisseck: “Importante imparare l’italiano, è stato un piacere giocare per Inzaghi e per Chivu”

Hai imparato bene l’italiano… “Per me è un segnale di rispetto imparare la lingua del posto dove lavori. So benissimo che il mio italiano non è perfetto ma non devi avere paura. E poi dopo 4 anni un po’ di italiano ci sta. Chi mi ha insegnato dei compagni? No, loro solo parolacce”

Come vi sentite in questo momento? Com’è stato il passaggio da Inzaghi a Chivu?

“Ci dobbiamo muovere come una macchina perfetta, tutti e 11 compreso il portiere. Stiamo facendo abbastanza bene. Inzaghi e Chivu? Non sono così diversi. Simone è molto emozionale, viveva la partita con noi, sarebbe entrato in campo con noi. Anche mister Chivu è molto dentro nella partita, negli allenamenti. Con lui il focus è un po’ più sulla mentalità, come attaccare l’altra squadra mentalmente con piccole cose. Ma alla fine sono due bravi allenatori, per me è stato un grandissimo piacere giocare per Simone ma anche con Chivu”

Come vi ha cambiato Chivu?

“Chivu ha fatto un grande lavoro, non c’era momento peggiore per prendere l’Inter. Ma siamo gli stessi giocatori, non so se giochiamo più offensivi ma penso che siamo molto costanti”

Inter, Bisseck: “Ecco come reagisco agli errori, ricordo ancora il rigore contro la Lazio…”

Come si reagisce a un errore? “Quando un difensore sbaglia, è quasi sempre gol. Allora nella mia testa cerco di dare la colpa ad altro, ai tacchetti o ad altro. Così lasci libera la testa e per me funziona benissimo, non puoi farti condizionare magari per 70 minuti perché hai sbagliato dopo 20 minuti”.

Qual è l’episodio che ti è rimasto più in testa? “Il rigore contro la Lazio, lo sanno tutti penso. Naturalmente ha fatto male, avevamo fatto una buonissima gara, io avevo anche fatto gol. Vedo sempre questa immagine, mi dispiace per la mia squadra, per i tifosi ma nel calcio e nella vita c’è sempre qualche momento che fa male. Penso che questo momento mi ha fatto crescere, non sono contento che sia successo ma tra 10 anni potrò dire che sono cresciuto anche con questo episodio”

Quali sport guardi oltre al calcio?

“Tifo Philadelphia da sempre in NBA. Ho cominciato a tifarli perché quando ero piccolo erano veramente tanto tanto scarsi. E così ho pensato: se tra 10 anni diventano forti potrò dire che io li tifavo da sempre. Quest’anno vinciamo con LeBron”

Inter, Bisseck: “Razzismo? Non bisogna dargli attenzione. Su Klopp e il rinnovo…”

Cosa puoi dirci di Klopp? “Klopp ha un’energia incredibile. Come si dice oggi? Aura. Ha un’aura veramente incredibile, quando ti parla ti senti subito meglio. Mi ha chiamato il giorno di Inter-Udinese ma stavo dormendo, gli ho scritto ‘ti chiamo domani che stasera giochiamo’. Penso che a 25 anni sia il momento giusto ma ora voglio tante altre partite con la Germania. Ma prima devo fare tanti compiti qua”

Cosa pensi della piaga razzismo?

“Il razzismo esiste ma io non ho spazio nella testa per la stupidità. Non c’è modo per eliminare il razzismo, non succederà mai ma non puoi prestare attenzione a questa gente”

Come ti trovi all’Inter?

“E’ molto molto semplice sentirsi a casa all’Inter. Mi hanno accolto tutti a braccia aperte: dirigenti, compagni, la città. Mi piace vivere a Milano, a Milano puoi solo essere felice. La gente mi tratta bene, amo la gente, amo i tifosi, si mangia bene, ci si può divertire fuori dal campo. Non ho mai avuto un secondo pensiero, volevo prolungare il contratto, mi hanno dato fiducia, sono orgoglioso di questo e ora c’è tanto lavoro da fare. Io ho 25 anni, tanti difensori centrali non sono al top a 25 anni, a volte il prime è a 28-29 anni. Penso che sto facendo bene, si può sempre migliorare e faccio di tutto per questo. L’Inter? In Italia siamo i più forti e io lo dico. Ma è sempre facile parlare, dobbiamo dimostrarlo in campo che siamo i più forti. E alla fine dobbiamo vincere la Champions no? Noi vogliamo vincere la Champions, lo posso dire. Siamo stati così vicini due volte. O meglio una volta. Siamo forti, possiamo andare fino alla fine ma c’è solo una partita che conta. Spero che avremo un’altra chance”

Inter, Bisseck: “Mi ispiro a Boateng e Varane, ecco gli attaccanti più forti secondo me”

A chi ti ispiravi da piccolo? Puoi arrivare al loro livello? “Posso migliorare in tutto, non sono certo perfetto. Lo penso di me e anche della squadra. Il mio modello di difensore? In realtà amavo Thierry Henry, volevo fare l’attaccante. Ma come difensori Jerome Boateng era molto forte, anche Varane. Quando avevo 12-13 anni erano il massimo. L’attaccante più difficile? I più difficili sono quelli che non hanno bisogno di toccare tanti palloni. Penso ad Haaland: non tocca magari palla per 89 minuti, poi tocca 3 palloni e fa tripletta. Tu pensi che te lo sei messo in tasca, sbagli un pallone e hai perso la partita”

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