Calcionews24
·5 luglio 2026
Brasile-Norvegia: il fantasma di Marsiglia ’98 aleggia sugli ottavi di stasera

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C’è una magia particolare quando il tabellone di un Mondiale decide di rimettere di fronte due squadre legate da un filo invisibile ma indissolubile. La sfida di oggi tra Brasile e Norvegia, valida per gli ottavi di finale, non è solo una partita cruciale per il prosieguo del torneo, ma è un vero e proprio tuffo nel passato che risveglia emozioni e ricordi contrastanti. Impossibile, infatti, per i tifosi e gli appassionati non tornare con la mente a quel 23 giugno 1998.
A Marsiglia, nell’ultima giornata della fase a gironi di Francia ’98, andò in scena uno dei più incredibili colpi di scena della storia della Coppa del Mondo. Il Brasile di Ronaldo “Il Fenomeno”, Campione in carica, era già matematicamente qualificato e sicuro del primo posto nel girone. Affrontava una Norvegia spalle al muro, obbligata a vincere per sperare nel passaggio del turno. Quando Bebeto sbloccò il match al 78′ incrociando di testa, il destino degli scandinavi sembrava ormai segnato (di quel gol è memorabile il numero del funambolico Denilson che cade col pallone tra i piedi, si rialza e mette al centro un pallone solo da spingere dentro). Ma il calcio vive di strappi epici: all’83’ Tore André Flo trovò il pareggio con una splendida azione personale, e all’89’, un calcio di rigore trasformato con freddezza glaciale da Kjetil Rekdal regalò alla Norvegia un clamoroso 2-1 e lo storico accesso agli ottavi. Dove, guarda un po’ gli scherzi del destino, trovò esattamente l’Italia pronta ad eliminarli, laddove adesso, invece, è esattamente successo il contrario con il complessivo 7-1 tra andata e ritorno rimediato durante le qualificazioni (altri tempi, altro secolo, altra Nazionale, decisamente).
Quella notte francese non fu solo un miracolo sportivo, ma consolidò una statistica quasi surreale: la nazionale maggiore norvegese è una delle pochissime al mondo a vantare un record storico di imbattibilità contro i maestri brasiliani. Una vera e propria “bestia nera”, capace di imbrigliare la fantasia verdeoro con fisicità, rigore tattico e un cinismo spietato.
Oggi, però, il copione e la posta in palio sono radicalmente diversi. Non ci sono calcoli da fare o primati nel girone da amministrare: è una gara da dentro o fuori. Il Brasile scenderà in campo non solo per conquistare l’accesso ai quarti di finale, ma anche per sfatare un tabù che dura da decenni, esorcizzando quel fastidioso fantasma del ’98. Dall’altra parte, la Norvegia cercherà di attingere a quello stesso spirito guerriero per compiere una nuova, titanica impresa. La storia è pronta per essere aggiornata, tra Vinicius e Haaland o altri eroi che sapranno ergersi a protagonisti della sfida. Curiosamente entrambe le squadre arrivano da un sedicesimo vinto 2-1: i verde-oro sul Giappone, dopo essersi trovati in svantaggio; la Norvegia sulla Costa d’Avorio, con una rete nel finale del suo gigantesco bomber del Manchester City.
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