🇮🇹 Buffon: “Pio ci porterà al Mondiale. Yildiz? Si intravede qualcosa di ultra-raro. Su CR7…” | OneFootball

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·10 febbraio 2026

🇮🇹 Buffon: “Pio ci porterà al Mondiale. Yildiz? Si intravede qualcosa di ultra-raro. Su CR7…”

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L’Italia di Rino Gattuso si giocherà tutto ai Playoff di marzo, prima contro l’Irlanda del Nord in semifinale (26 marzo, a Bergamo) e poi eventualmente nella finalissima contro la vincente tra Galles e Bosnia ed Erzegovina (31 marzo, in trasferta).

Buffon, capo-delegazione dell’Italia, è stato ospite del format “Cult” su DAZN, e ha toccato tanti argomenti. Tra questi Pio Esposito, i Mondiali e anche un passaggio su Yildiz. Di seguito le sue parole, riprese da calciomercato.com:


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“Yildiz? In questo momento con tutto quello che ha fatto è a livello ultra-raro. Per me uno come Yildiz è uno che se con la Juventus riuscirà a vincere la Champions League sarà qualcosina sopra il leggendario. Quello che sta dimostrando e che si intravede è fuori dal comune”.

“Pio? Arriverà un gradino sopra a tutto quello che voi pensiate possa arrivare. Ho avuto la fortuna di stare con lui, vederlo muoversi negli spogliatoi, in campo e fuori dal campo. E’ un professionista e un ragazzo che ha un’umiltà, una determinazione, una voglia di apprendere, un entusiasmo di stare anche nel gruppo che ho visto veramente a pochi. E’ un ragazzo speciale. Quindi lui sorprenderà di almeno un livello. Ci porta al Mondiale? Certo, su quello non abbiamo dubbi: è l’unica certezza che abbiamo”.

“L’Italia crede nei Mondiali? Per forza. Posso mai venire qui a dire che ho dubbi? Sono convinto che abbiamo una squadra forte e giocatori affidabili. E anche diversi campioni. Abbiamo un allenatore speciale. E una Federazione che sta mettendo a disposizione tutto il necessario per arrivare al meglio a quelle gare. L’importante è prepararle al meglio e non avere rimpianti, poi vanno vinte le partite. La fiducia di arrivare nel migliore dei modi possibili e vincere l’abbiamo, sarebbe grave altrimenti”.

Su CR7: “Quanti goal mi ha fatto? Uno in ogni partita. L’unica in cui non mi ha segnato è quando sono stato espulso e lui ha segnato il rigore. Era un avversario che non ti faceva dormire sereno la notte prima. La cosa che mi ha colpito è la ferocia, la cattiveria negli ultimi cinque metri: non l’ho mai vista in nessuno. Un animale d’area di rigore con la cattiveria di chi vuole uccidere, un predatore. Una caratteristica che non ho riscontrato spesso. Chi è più cult tra lui e Ronaldo il Fenomeno? Il Fenomeno è stato precursore di un calcio che da lui in poi è cambiato. CR7 è imparagonabile per come ha saputo trasformarsi e migliorarsi negli anni con il suo lavoro. E poi ha una longevità di carriera e numeri impressionanti. Ronaldo il Fenomeno ha avuto la sfortuna di un infortunio che l’ha condizionato: se avesse fatto 25 anni al posto che 12, sfido trovarne uno come lui”.

Sui suoi colleghi portieri: “Chi sento più rivale? Dida secondo me ha fatto quello spaccato al Milan, ha raggiunto delle vette di bravura e di performance veramente difficili da battere e da raggiungere. Casillas credo che abbia avuto due grandissimi meriti che hanno solo i top: uno è spesso e volentieri essere decisivo nei momenti importanti, l’altro riuscire a imporsi in un ambiente come quello del Real Madrid per vent’anni. Quindi riuscire ad avere quel tipo di personalità, che è una grande qualità che fa spesso la differenza. E poi le vittorie che ha fatto con la Spagna e con il Real Madrid.

Il più simile a me? Come longevità, come vittorie probabilmente ha vinto anche di più. Neuer è un portiere che mi piace tantissimo per presenza scenica. Io penso che i difensori della Germania e del Bayern Monaco, al di là delle parate che possa aver fatto e delle uscite, si sentivano sicuri perché quando si giravano pensavano “il portiere ce l’abbiamo”. Fra questi ci siamo dimenticati uno sottovalutato, che però io lo reputo al livello di Dida, Casillas e Neuer, che era Petr Cech. Poi non scordiamo Julio Cesar e un altro, che a molti non piace per lo stile, è Oliver Kahn: lui era un vincente e io in porta preferisco avere un vincente, uno che trasmette alla squadra tanto, piuttosto di uno più bravo che trasmette poco”.

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