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·15 febbraio 2026

Caos in Ligue 1: si dimette il presidente del canale di Lega e quattro club chiedono una riforma della governance

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Il calcio professionistico francese vive giorni di forte tensione. Il nuovo caos sui diritti televisivi della Coppa del Mondo 2026 ha riacceso una crisi che va ben oltre la semplice assegnazione di un pacchetto media, mettendo in discussione la sostenibilità del progetto Ligue 1+ e, più in profondità, l’intero modello di governance del sistema.

Tutto è esploso con la decisione della FIFA di assegnare i diritti del Mondiale 2026 a beIN Sports, lasciando fuori Ligue 1+, la piattaforma lanciata dalla Ligue de Football Professionnel attraverso la sua controllata commerciale LFP Media. Una scelta che ha rappresentato un duro colpo per la strategia della Lega, che puntava proprio sul grande evento internazionale per rafforzare la crescita della propria piattaforma diretta al consumatore.


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Ligue 1+, nata dopo le difficoltà degli ultimi cicli di diritti e concepita per ridare centralità e controllo ai club francesi nella distribuzione dei contenuti, aveva superato il milione di abbonati, ma negli ultimi mesi aveva mostrato segnali di rallentamento. L’acquisizione delle partite del Mondiale avrebbe potuto rilanciare il progetto, consolidandolo come alternativa strutturale ai broadcaster tradizionali. La sconfitta nella gara per i diritti ha invece riaperto tutte le fragilità del sistema.

La tensione si è subito trasferita ai vertici. Nicolas de Tavernost, amministratore delegato di LFP Media, ha annunciato il suo addio “irrevocabile” nel corso di un consiglio di amministrazione della Lega, pur garantendo la transizione fino alla nomina di un successore. Il presidente della LFP, Vincent Labrune, ha riconosciuto che le recenti prese di posizione mediatiche del manager avevano complicato la possibilità di ricompattare i club attorno al progetto Ligue 1+, lasciando intendere che lo slancio collettivo necessario per sostenere la piattaforma si fosse indebolito.

In questo clima, la Lega ha anche deciso di non avviare un’azione legale contro la FIFA per l’assegnazione dei diritti del Mondiale, scelta che ha ulteriormente evidenziato la volontà di evitare uno scontro istituzionale in un momento già delicato.

Il dibattito ha inevitabilmente coinvolto anche il Paris Saint-Germain. Nel corso della riunione, i rappresentanti del club hanno respinto con forza qualsiasi ipotesi di interferenza nell’assegnazione dei diritti, definendo assurda e giuridicamente infondata l’idea che il PSG o il suo presidente possano aver avuto un ruolo nella decisione. L’entourage del club ha sottolineato come la gestione dei diritti media della Lega sia affidata a LFP Media, entità creata proprio per separare le competenze e prevenire conflitti.

Ma la vicenda dei diritti TV ha fatto emergere un malessere più profondo. Ed è su questo terreno che si inserisce la presa di posizione pubblica di quattro presidenti di club di Ligue 1: Olympique de Marseille, RC Lens, Stade Rennais e Le Havre. In una tribuna pubblicata su Le Monde, i dirigenti hanno lanciato un vero e proprio allarme sul futuro del calcio professionistico francese.

Secondo loro, la crisi non può essere ridotta alla perdita dei diritti del Mondiale o al recente calo dei ricavi audiovisivi. È il risultato di anni di scelte strategiche controverse e di un assetto istituzionale che non sarebbe più adeguato a gestire un settore che muove centinaia di milioni di euro. L’attuale struttura associativa della governance, sostengono, non garantisce né la rapidità decisionale né la trasparenza necessarie in un contesto sempre più competitivo a livello europeo.

I quattro dirigenti riconoscono anche le responsabilità dei club, ma chiedono ora una “riforma profonda” del modello di governo del calcio professionistico francese: una struttura più professionale, con regole più chiare, meccanismi di controllo più solidi e un quadro concorrenziale definito in modo trasparente. Senza un cambiamento strutturale rapido, avvertono, il rischio è un declino duraturo rispetto agli altri grandi campionati europei.

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