Capello: «Juve, i vertici non hanno le idee chiare. E Yildiz col Sassuolo non si è preso la responsabilità» | OneFootball

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·23 marzo 2026

Capello: «Juve, i vertici non hanno le idee chiare. E Yildiz col Sassuolo non si è preso la responsabilità»

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Capello: «Juve, i vertici non hanno le idee chiare. E Yildiz col Sassuolo non si è preso la responsabilità». Le parole dell’ex tecnico

Fabio Capello, ex tecnico, ha parlato a La Gazzetta dello Sport della Juventus, dopo il pari col Sassuolo, tra campo e società.


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PARI COL SASSUOLO – «La mia impressione è che dopo l’1-0 la squadra abbia pensato che fosse fin troppo facile contro un Sassuolo decimato e relativamente tranquillo. Al solito, però, quando spegni l’interruttore poi è difficile riaccendere la luce e le cose si sono complicate con l’1-1».

YILDIZ – «Cosa non mi ha convinto? Innanzitutto Yildiz. Ok, ha segnato, ma non ha avuto continuità nelle giocate, soprattutto nel secondo tempo, e contrariamente al solito non si è preso la responsabilità di togliere le castagne dal fuoco. Così la Juve ha attaccato più a destra, dove Conceiçao ha fatto sì una buona gara, che però non è bastata per vincere».

OPENDA E DAVID – «Openda e David non utilizzati? Non è un messaggio a nessuno. Come tutti i tecnici, Spalletti vuole solamente vincere. Quindi mi pare chiaro che, optando per altre scelte, pensi sia più facile fare i tre punti senza Openda e David. Tutto qui». 

JUVE SENZA CHAMPIONS? – «Beh, ovviamente più complicato. È innegabile che Luciano abbia dato qualcosa alla Juve, al netto di qualche risultato sfortunato e per questo credo che in società si siano convinti a puntare ancora su di lui senza aspettare la fine della stagione. Per me, una scelta giusta, anche se non c’è ancora la firma. Non finire nelle prime quattro limiterebbe, però, le possibilità sul mercato e avrebbe ricadute su tutto l’ambiente». 

ERRORI DEGLI ULTIMI AMMI – «Significa una cosa sola: ai vertici non hanno, o forse non avevano, le idee chiare. D’altronde, Spalletti in estate era libero, così come Palladino e altri. Eppure è stato confermato Tudor, per poi allontanarlo dopo pochi mesi… Ora c’è Spalletti, che è uno da Juve. Lo dice pure il suo passato». 

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