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·18 settembre 2026

Caprile è una certezza: il portiere rossoblù trascina la miglior partenza della storia recente

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Caprile è diventato uno dei simboli del grande avvio del Cagliari di Pisacane: il grande balzo avanti grazie all’ex Napoli

Le grandi prestazioni, quando diventano una consuetudine, rischiano quasi di passare inosservate. È il caso di Elia Caprile, portiere del Cagliari che in questo inizio di stagione sta confermando partita dopo partita di essere una delle certezze della squadra rossoblù nonché uno dei punti di riferimento della squadra sarda.

Con appena due reti incassate nelle prime quattro giornate di Serie A, l’estremo difensore classe 2002 è tra i portieri meno battuti del campionato, alle spalle soltanto di Mile Svilar della Roma. Numeri che raccontano la solidità di una squadra che ha saputo costruire un’identità precisa, ma anche il rendimento di un giocatore che spesso ha risposto presente nei momenti più delicati.


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A 25 anni Caprile sembra aver trovato a Cagliari la dimensione ideale per consacrarsi definitivamente. Le sue parate non sono più considerate semplicemente episodi isolati, ma parte integrante del rendimento di una squadra che ha conquistato nove punti nelle prime quattro giornate.

Cagliari, la difesa di ferro aiuta Caprile: Deiola la grande sorpresa

Nel calcio è impossibile attribuire tutti i meriti a un singolo elemento, soprattutto quando si parla di fase difensiva. Il rendimento di Caprile nasce anche dal lavoro di un reparto che ha saputo mantenere grande equilibrio.

La retroguardia è stata infatti il reparto meno rivoluzionato rispetto alla passata stagione. L’unica grande novità è stata rappresentata dall’arretramento di Alessandro Deiola, chiamato a ricoprire il ruolo di centrale per sopperire all’assenza di Yerry Mina, rientrato dopo il Mondiale per club e aggregatosi alla squadra soltanto a metà agosto.

Da Zé Pedro a Rodriguez, passando per Obert, Pisacane ha potuto lavorare su un blocco già consolidato, concentrando maggiormente le proprie energie sui reparti modificati dal mercato estivo.

Dall’arrivo in Sardegna alla definitiva consacrazione

La storia di Caprile in Sardegna è iniziata nel mercato invernale del 2025, quando il Cagliari decise di intervenire per risolvere il problema portieri.

Dopo alcune difficoltà nella gestione del ruolo, il direttore sportivo Nereo Bonato lavorò per ottenere dal Napoli il via libera al trasferimento del giovane portiere. Un passaggio favorito anche dall’intervento di Claudio Ranieri, che contribuì a convincere Antonio Conte della possibilità di lasciar partire il giocatore.

L’impatto di Caprile fu immediato. Le sue prestazioni contribuirono alla salvezza del Cagliari e gli permisero di conquistare rapidamente l’apprezzamento della tifoseria, che iniziò a chiamarlo “Sant’Elia”, un soprannome legato allo storico quartiere e al vecchio stadio rossoblù.

Caprile guarda alla Nazionale: il futuro è dalla sua parte

La crescita del portiere è proseguita anche nella stagione successiva, quando il Cagliari ha deciso di puntare definitivamente su di lui riscattandolo.

Caprile ha chiuso l’annata con numeri importanti: 38 presenze e 3420 minuti giocati, diventando uno dei protagonisti della squadra e conquistando anche l’attenzione della Nazionale italiana.

Ora l’obiettivo resta quello di aiutare i suoi a conseguire la salvezza. Ma dopo un avvio da nove punti in quattro partite, la squadra di Pisacane può affrontare il campionato con una consapevolezza diversa. E una parte importante del merito passa proprio dalle mani e dai guati di Elia Caprile.

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