PianetaChampions
·1 aprile 2026
💥 Caressa contro Gravina: “Conferenza surreale, da fantascienza! Parla come se fosse il proprietario del calcio”

In partnership with
Yahoo sportsPianetaChampions
·1 aprile 2026

Intervenuto sul proprio canale YouTube, Fabio Caressa ha commentato l’ennesimo flop dell’Italia nelle qualificazioni al Mondiale. Ecco quanto ripreso da TMW:
“La conferenza stampa di Gravina nel post-partita è surreale, è fantascienza, è multiverso. Sono contento che Rino Gattuso non sia il capro espiatorio. Tra tutti è il meno colpevole. Quand’è stato scelto, si sapevano le caratteristiche di Gattuso e si è comportato esattamente come sapevamo che si sarebbe comportato. Sono convinto che nella sua testa l’idea delle dimissioni sia balenata subito, come in quella di Buffon. Penso che si siano parlati con Gravina prima della conferenza stampa, che ha chiesto loro di tenere duro fino a giugno perché se si fossero dimessi subito Gattuso e Buffon, Gravina avrebbe dovuto fare lo stesso”.
“Ho sentito dire cose surreali, come che gli altri sport sono dilettantistici. Andateglielo a dire a chi si allena quattro anni per le Olimpiadi. Moto, macchine e tennis sono sport da dilettanti? La pallavolo è uno sport da dilettanti? Ma che state dicendo? Io resto esterrefatto. Un leader, poi, deve prendersi le sue responsabilità. Io stimo Gravina, so che ha provato a fare delle riforme, ma non le ha fatte. Il leader deve prendersi le responsabilità. Se uno non riesce a fare le riforme è perché l’interlocuzione è fallita, l’interlocuzione con la politica”.
“Poi dice che deciderà il Consiglio Federale sulla sua posizione. Ma se il leader di un’azienda vede l’azienda tracollare finanziariamente, secondo voi lo tengono? Ovviamente no, a meno che l’azienda non sia sua. E questo dire ‘deciderà il consiglio Federale’ dà proprio quest’impressione: l’impressione di proprietà del calcio. Ma il calcio è di chi lo guarda. Perché se non lo guardano i calciatori, gli allenatori, le federazioni, le leghe, noi giornalisti… Nessuno ha più il proprio lavoro. Io non mi tiro fuori. Negli errori, commessi da tutti, ci sono anche gli errori di chi lavora nella comunicazione, come noi giornalisti”.
“Nel nostro calcio non funziona più niente. Non funziona economicamente, non funziona come crescita di talenti, non funziona nelle giovanili, non funziona il mercato. Arrivano orde di giocatori inutili dall’estero. Ma davvero noi nelle serie minori non abbiamo giocatori migliori di alcuni di quelli che sono arrivati? Ora è inutile fare l’elenco delle riforme, non è tanto difficile da identificare le riforme da fare. Ma se tutti sappiamo cos’è che non va, in 12 anni perché non siamo riusciti a fare nulla? E perché non ci si prende le responsabilità?”.
“Ora gli scenari sono tre. Il primo è le non dimissioni, ma già vi dico che Gravina non resterà. Il secondo è un commissario per un anno e mezzo, scelto dal CONI. Il terzo è il commissario per arrivare alle nuove elezioni. Si è fatto il nome di Malagò, ma a me i nomi interessano fino a un certo punto adesso. A me interessa che vengano scelti uomini che fanno le cose, che parlano a fanno capire alle parti che o cambiamo subito o sprofondiamo tutti insieme: squadre, leghe, arbitri, tifosi, commentatori, tutti. Io sono del parere che bisognerebbe vedersi, tutti insieme, per trovare le idee. C’è bisogno di uno Stato generale del calcio italiano. Credo che la politica qualcosa possa fare ed è importante farlo perché il calcio è un comparto industriale importante.
Ma non fatemi più sentire conferenze stampa come quella di ieri. Non fatemi sentire la parola ‘eroici’ per la squadra. Non fatemi sentire la parola ‘compattezza’. Perché prima con Spalletti il gruppo non era compatto? ‘Il gruppo si voleva bene’, ma cos’è una gita scolastica? Gli altri gruppi non erano compatti?”.









































