DirettaCalcioMercato
·6 luglio 2026
Caso Balogun, il Belgio fa ricorso! La Uefa attacca la Fifa: “Decisione ingiustificabile”

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·6 luglio 2026

La Coppa del Mondo 2026 in Canada, Usa e Messico è ufficialmente travolta da una tempesta diplomatica e regolamentare senza precedenti. La decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso con un rosso diretto, ha spaccato in due il mondo del calcio. Se da un lato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Paese ospitante hanno accolto con grande favore il provvedimento, dall’altro l’Europa ha deciso di alzare un vero e proprio muro a difesa della regolarità del torneo.
Il congelamento della sanzione ha scatenato un’ondata di polemiche e commenti durissimi sui social network, ma la protesta è diventata rapidamente istituzionale. La federazione del Belgio, prossima avversaria degli Stati Uniti negli ottavi di finale, ha infatti deciso di muoversi immediatamente per vie legali. I belgi hanno inviato una lettera ufficiale alla FIFA, interpretata a tutti gli effetti come un ricorso d’urgenza, chiamando in causa un membro del comitato d’appello dell’organismo internazionale affinché si pronunci sul caso nel minor tempo possibile per ristabilire la parità di condizioni sul campo. Lo riporta il The Athletic.
L’affondo definitivo è arrivato direttamente da Nyon. Attraverso una nota ufficiale dal tono straordinariamente duro, l‘UEFA ha espresso totale sconcerto e incredulità, accusando i custodi del calcio mondiale di aver messo a rischio l’integrità stessa dello sport.
“La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore Folarin Balogun ha superato il limite. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.
Nel proseguimento della nota, il massimo organismo del calcio europeo ha evidenziato come questa scelta mini la credibilità della Coppa del Mondo a livello globale, alterando lo svolgimento di una competizione in cui tutti dovrebbero gareggiare con gli stessi doveri normativi.
“Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“.







































