Caso Rocchi, la riunione a San Siro e ben altri tre arbitri coinvolti: ecco tutti i dettagli | OneFootball

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Inter News 24

·29 aprile 2026

Caso Rocchi, la riunione a San Siro e ben altri tre arbitri coinvolti: ecco tutti i dettagli

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Caso Rocchi, spuntano nuovi aggiornamenti sull’inchiesta: dalla riunione a San Siro ad altri tre arbitri coinvolti

Il caso Rocchi si arricchisce di dettagli inquietanti che gettano un’ombra sulla regolarità della scorsa stagione. Al centro dell’indagine del pm Maurizio Ascione figurano tre capi d’imputazione legati a una presunta frode sportiva, con l’accusa di aver pilotato le designazioni arbitrali per favorire l’Inter di Cristian Chivu (all’epoca impegnata in un serrato testa a testa con il Napoli). Il fulcro di tutto sarebbe una riunione «avvenuta il 2 aprile 2025 a San Siro», durante la quale Rocchi si sarebbe incontrato con altri tre esponenti del mondo arbitrale per pianificare i direttori di gara delle partite chiave di aprile.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, in quella sede sarebbe stata «decisa la designazione in vista di Bologna-Inter del 20 aprile 2025», affidando la gara ad Andrea Colombo, fischietto considerato «gradito alla squadra ospite». La partita, vinta poi dai rossoblù per 1-0 tra le polemiche per una rimessa laterale invertita nell’azione del gol, è uno degli episodi sotto la lente d’ingrandimento della Procura. Ma la strategia di Rocchi non si sarebbe fermata al campionato: l’inchiesta ipotizza anche una manovra per “schermare” gli arbitri meno graditi al club nerazzurro nelle fasi cruciali della stagione.


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Caso Rocchi, la “trappola” di Coppa Italia per l’arbitro Doveri

Un altro punto centrale dell’accusa riguarda la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan del 23 aprile 2025. Secondo i pm, Rocchi avrebbe assegnato a Daniele Doveri la direzione del derby «in modo da non poterlo designare per l’eventuale finale o per altre gare decisive di fine stagione». Questo perché Doveri sarebbe stato considerato «inviso al club nerazzurro». Una mossa che, secondo l’ipotesi accusatoria, mirava a “bruciare” preventivamente un arbitro non gradito in una partita importante ma non definitiva, proteggendo così il cammino dell’Inter nelle restanti sfide Scudetto.

Nonostante la gravità delle contestazioni, Gianluca Rocchi ha scelto di non presentarsi in Procura. Una decisione strategica difesa dal suo legale, che ha sottolineato come non ci sia l’obbligo per i magistrati di svelare subito le carte, tra cui eventuali intercettazioni o testimonianze di altri arbitri che avrebbero preso parte alla riunione del Meazza. Il mondo del calcio resta ora in attesa di capire se queste «combinazioni» abbiano effettivamente alterato l’esito del torneo, mentre l’inchiesta prosegue senza il contributo diretto dell’ex designatore.

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