Cagliarinews24
·12 maggio 2026
Cellino fu raggirato! Svolta giudiziaria sui crediti d’imposta dell’ex patron di Brescia e Cagliari

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Il caso dei crediti d’imposta che aveva travolto il Brescia e coinvolto Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari e numero uno delle Rondinelle, registra una svolta significativa sul piano giudiziario. Secondo quanto ricostruito da Il Giornale di Brescia, la Procura di Brescia avrebbe accertato la natura fittizia dei crediti acquistati per far fronte agli adempimenti fiscali del club lombardo.
La vicenda aveva avuto conseguenze pesantissime anche sul piano sportivo, portando alla penalizzazione del Brescia e alla successiva retrocessione in Serie C. Una decisione che aveva poi inciso direttamente sul campionato, con il playout tra Salernitana e Sampdoria diventato uno degli snodi più discussi della stagione.
Ora, però, il quadro giudiziario sembra ridisegnare almeno in parte la posizione di Massimo Cellino! Per la Procura l’ex patron rossoblù sarebbe stato sostanzialmente vittima di un raggiro legato alla compravendita di crediti d’imposta poi ritenuti inesistenti.
Al centro dell’inchiesta viene indicato Gianluca Alfieri, 25enne di origini irpine con studio a Milano, che avrebbe venduto i crediti fittizi. Nella ricostruzione compaiono anche l’intermediario bresciano Andrea Piceni e Marco Gamba, commercialista e consulente del Brescia Calcio.
Secondo gli inquirenti, il cosiddetto gruppo Alfieri Spv, formalmente amministrato da Gianluca Alfieri, sarebbe stato in realtà creato con lo scopo di commercializzare crediti d’imposta inesistenti. La società, sempre secondo la ricostruzione della Procura riportata da Il Giornale di Brescia, sarebbe stata priva di una sede effettiva, non iscritta all’elenco delle società veicolo della Banca d’Italia e inadempiente dal punto di vista fiscale.
Nonostante l’assenza di dipendenti, la società avrebbe movimentato milioni di euro, cedendo crediti fiscali utilizzati anche da Brescia e Trapani per il pagamento dei contributi previdenziali. La Procura sostiene inoltre che Alfieri, Gamba, Scalercio e Piceni, in concorso con altri soggetti, abbiano indotto in errore Massimo Cellino e gli amministratori di altre società, ottenendo un profitto illecito stimato in 3,9 milioni di euro.
Una svolta rilevante, dunque, per una vicenda che aveva scosso il calcio italiano e acceso il dibattito sulla regolarità del campionato. Cellino, fin dalle prime fasi del caso, aveva sostenuto di essere stato vittima di un raggiro. La ricostruzione della Procura sembra ora andare proprio in questa direzione!







































