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·4 aprile 2026

Cessione Torino: anche Fassone al lavoro per trovare acquirenti in USA e Medio Oriente

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Il dossier Torino è finito sulla scrivania di Marco Fassone. Il club granata, di proprietà di Urbano Cairo, è ormai da diversi mesi al centro di rumors su una possibile vendita, anche se l’attuale patron ha sempre ribadito di come al momento non gli siano arrivate offerte serie per il club, confermando comunque la sua disponibilità in caso di interesse reale.

Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, i primi incontri fra Cairo e Fassone, che da quando ha lasciato il Milan nel 2018 ricopre il ruolo di consulente e rappresentante di grandi investitori e fondi internazionali interessati a investire nel calcio, risalgono all’autunno 2024 e sono andati avanti anche a inizio 2025.


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In quel periodo Fassone aveva stretto i propri rapporti con esponenti arabi, dal Qatar alla Arabia Saudita. Senza dimenticare gli Emirati Arabi e quello che può essere considerato il primo amore dell’ex dirigente di Juve, Napoli, Inter e Milan: gli Stati Uniti. Infatti, già nel 2021 Fassone era diventato un consulente di Bain Capital, uno dei più grandi fondi d’investimento statunitensi. Quindi sono anni che Fassone si destreggia fra finanza e calcio accompagnando potenziali investitori alla scoperta di operazioni redditizie acquisendo club europei, e non solo di prima fascia, ma anche in categoria inferiori.

Tornando al Torino, gli incontri fra Fassone Cairo sono avvenuti ovviamente in clima super riservato, ma con la chiara intenzione di proporre il dossier granata sul mercato orientale e anche nordamericano, che come detto sono i territori in cui si muove bene il dirigente pinerolese. Ma poi c’è da confrontarsi con la realtà e la guerra in Medio Oriente ha di fatto congelato ogni possibile interesse da parte di quel mercato, e probabilmente anche quello made in USA, in prima linea al fianco di Israele, è più concentrato su altro.

Ma il Torino rimane sempre una possibilità di affare che stuzzica il mercato interessato ad acquisizioni di club europei. La storia passata e le possibilità di crescita (soprattutto sul lato infrastrutturale con la questione Olimpico Grande Torino) fanno sì che il club di Cairo possa essere considerato molto appetibile per uomini d’affari italo-americani, gruppi di investitori o fondi di investimento nordamericani.

Da qui nasce il rinnovato attivismo di Fassone, come rilanciato nei giorni scorsi dal La Stampa, che avrebbe portato anche al primo nome di un soggetto interessato: Arlington Family Offices, società dell’Alabama di consulenza finanziaria e grandi investimenti, che nel 2020 si interessò già a un club italiano come la Sampdoria, senza però portare avanti nessuna trattativa. Infine, le ultime notizie sul dossier Torino che Bank of America sta facendo circolare negli ambienti finanziari proponendo la doppia operazione club più stadio, stanno riportando il nome del club granata al centro delle indiscrezioni su una possibile cessione. Cairo si è sempre detto aperto a una trattativa, a mancare è sempre un interlocutore, ma ora sembra solo una questione di tempo prima che arrivino le prime manifestazioni di interesse.

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