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·22 settembre 2026
(C)i siamo anche noi - Ladisa, Maffei e D'Intino: Trento, "qualcosa arriverà". Parola di Pino e del Presidente

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Un percorso giunto alla terza stagione e, dopo due qualificazioni consecutive ai playoff, la sensazione è che quest’annata sia partita con immutate ambizioni e solidi principi sia tattici che gestionali. Il Trento di Luca Tabbiani è un nuovo, rigoglioso caso di sottovalutato savoir faire.

“Qualcosa arriverà”, cantava Pino Daniele. A qualche chilometro di distanza, il Presidente degli aquilotti Mauro Giacca – non più di pochi mesi fa – utilizzò proprio quest’espressione per sintetizzare la propensione al sogno del club che guida da oramai dodici anni: “Sento che qualcosa arriverà”. Si parlava di Serie B, un traguardo che legittimerebbe una conduzione dove il talento è stato messo al centro, oppure – per meglio dire – in ogni zona del campo.
Il 4-0 rifilato alla Pro Vercelli nella giornata di ieri semplifica e non poco la comprensione dell’elogio, ma determinati picchi diventano raggiungibili quando la prestazione è il mezzo e il risultato diventa il fine. I gialloblu, oggi, sono senza alcun dubbio una delle squadre più propositive, qualitative nella ricerca ed efficaci dell’intera categoria.
Guidato da principi di gioco piacevoli da osservare e studiare, il collettivo del Trento funziona meravigliosamente, è coinvolto nel processo, dimostra ciclicamente l’importanza dei singoli come esecutori di uno spartito corale, elaborato e intrigante.
Squadra vorace quando ha spazi da aggredire, la qualità nel palleggio – spesso verticale – cammina a braccetto con un’ottima interpretazione della circostanza da parte dei singoli. Geometrie fluide, personalità nella scelta, pulizia tecnica: elementi che rendono effervescenti i ragazzi di Tabbiani.
In questo discorso, è inevitabile menzionare chi sta brillando di una luce che sarebbe negligente non sottolineare: Marco Ladisa (2006), che proprio contro la Pro Vercelli ha trovato il primo gol tra i professionisti, è un’ala sinistra che mescola rapidità, tecnica, balistica e tanta – straripante – qualità. Menzione da consegnare anche ai due terzini del volitivo 4-3-3 di Tabbiani, ovvero Mattia Maffei (sulla fascia destra) e Roberto D’Intino (corsia mancina), rispettivamente nati nel 2004 e nel 2006. Giovani e protagonisti (mentre, purtroppo, siamo abituati a congiungere con il “ma” le due caratteristiche) di una storia che, con una simile proposta, porterà lontano. Trento, non smettere di crederci: qualcosa arriverà.







































