Circo Milan: Cardinale annuncia il nuovo corso, ma si dimentica di chi doveva guidarlo – VIDEO di Alberto Petrosilli | OneFootball

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Milannews24

·19 giugno 2026

Circo Milan: Cardinale annuncia il nuovo corso, ma si dimentica di chi doveva guidarlo – VIDEO di Alberto Petrosilli

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Il paradosso che rende il Milan ostaggio dell’improvvisazione: Cardinale annuncia il tecnico ma non i dirigenti che l’hanno scelto

Se le indiscrezioni delle ultime ore dovessero trovare definitiva conferma, ci troveremmo davanti all’ennesimo capitolo di quello che ormai può essere definito senza alcuna esagerazione il Circo Milan.


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La vicenda è tanto semplice quanto inquietante. Il Milan avrebbe individuato in Markus Krösche il nuovo direttore tecnico e in Timmo Hardung il nuovo direttore sportivo, costruendo attorno a loro il progetto tecnico del futuro. Secondo le ricostruzioni emerse negli ultimi giorni, il nuovo allenatore sarebbe stato scelto proprio con l’avallo di Krösche, al punto che la figura del dirigente tedesco veniva considerata centrale nella rifondazione rossonera.

Eppure oggi il risultato è sconcertante: l’allenatore viene annunciato, mentre i dirigenti che avrebbero dovuto rappresentare l’architrave del progetto restano in Germania.

Un progetto nato al contrario

In qualsiasi società calcistica strutturata esiste una gerarchia chiara.

Prima si individua chi dovrà guidare l’area sportiva. Poi si definiscono strategie, mercato e scelta dell’allenatore. Infine si passa all’operatività.

Nel Circo Milan, invece, sembra accadere l’esatto contrario.

Si annuncia il tecnico, si racconta ai tifosi di un nuovo corso, si lascia filtrare l’esistenza di accordi verbali e trattative avanzatissime e soltanto dopo ci si accorge che manca il dettaglio più importante: portare realmente a casa gli uomini chiamati a costruire quel progetto.

È una gestione che trasmette un senso di improvvisazione permanente.

Non è nemmeno tanto il fallimento della trattativa a preoccupare. Nel calcio può capitare che una negoziazione si interrompa. Il problema è la sensazione che si continui a procedere senza una vera pianificazione, come se ogni scelta fosse scollegata dalla precedente.

Cardinale e una credibilità sempre più fragile

La posizione di Gerry Cardinale esce inevitabilmente indebolita da questa vicenda.

Da mesi il proprietario rossonero chiede fiducia, parla di visione, programmazione e crescita. Tuttavia i fatti raccontano una storia diversa.

Se Krösche era davvero il riferimento scelto per guidare l’area sportiva, come si può arrivare all’annuncio dell’allenatore senza avere la certezza assoluta di chi dovrà coordinarne il lavoro?

Se Hardung era il DS individuato per completare la struttura dirigenziale, come si può presentare ai tifosi un nuovo progetto senza aver prima chiuso tutti i tasselli fondamentali?

Sono domande che meritano risposte.

Perché un club come il Milan non può permettersi di vivere costantemente tra indiscrezioni, frenate improvvise, trattative saltate e piani alternativi preparati in emergenza.

Il danno va oltre il mercato

L’aspetto più preoccupante non riguarda nemmeno il calciomercato.

Il vero danno è quello legato all’immagine.

Ogni volta che una trattativa viene raccontata come praticamente conclusa e poi si arena clamorosamente, il club perde autorevolezza agli occhi di dirigenti, procuratori e addetti ai lavori. Le ricostruzioni parlano di accordi verbali già raggiunti con Krösche e di una situazione poi degenerata nei rapporti con l’Eintracht Francoforte.

Per una società che dovrebbe tornare a competere ai massimi livelli europei, non è un dettaglio.

È un problema strutturale.

Il Circo Milan continua

La sensazione è che il Circo Milan non abbia ancora trovato il proprio direttore.

Mentre le rivali programmano, costruiscono e pianificano, il club rossonero continua a muoversi tra annunci, retromarce e scenari che cambiano nel giro di pochi giorni.

E così il paradosso diventa totale: si presenta ai tifosi un allenatore sponsorizzato da dirigenti che, al momento, non entreranno nemmeno nell’organigramma.

Se questa doveva essere la stagione della rinascita, l’impressione è che sia iniziata sotto il segno della confusione.

E finché la governance continuerà a dare l’impressione di inseguire gli eventi invece di guidarli, il rischio è che il Circo Milan resti aperto ancora a lungo.

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