Juventusnews24
·17 settembre 2026
Come ha reagito Spalletti quando ha sentito fare il nome di Conte

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Nella conferenza stampa di vigilia della sfida di Europa League contro il NEC Nijmegen, l’ambiente attorno alla Juventus si è rivelato comprensibilmente teso dopo il k.o. rimediato sul campo del Sassuolo. Chiamato a rispondere sia sulle voci relative alla rinnovata fiducia dell’amministratore delegato Carnevali sia sulla nostalgia manifestata da una parte della tifoseria per un possibile ritorno di Antonio Conte, mister Luciano Spalletti ha voluto prima sottolineare la stima reciproca con la dirigenza: «Carnevali, perché con lui sei partito (nella domanda.ndr) è un uomo di calcio, esperto ed equilibrato e lo conoscono tutti. Sanno bene cosa sia nel calcio. Sa bene cosa deve fare, quindi trasferire serenità all’ambiente perché la squadra lavori tranquillamente, è solo quella la via d’uscita. Sono di meno di ciò che ha detto (un allenatore straordinario lo aveva definito.ndr), ma non lo deluderò e diventerò ciò che vuole, migliorerò».
Interpellato poi direttamente sulle suggestioni legate all’ex allenatore salentino e sull’umore dei sostenitori bianconeri, la reazione di Spalletti al nome di Conte in conferenza è stata netta, pungente e priva di filtri: «Per quanto riguarda invece i tifosi, è una cosa che fa parte del calcio. Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a quello che gli sembra dare forza, ora lei si è fatto la locandina per Conte, lo ha ricordato due volte. Lo ha ripetuto due volte. Come faccio io: raddoppio le indicazioni quando voglio dargli forza, come lei ora. È una cosa che bisogna accettare: ognuno si fa la locandina che vuole. Io mi faccio la mia e sono convinto di avere a che fare con la squadra che considero forte sin dall’inizio. Continuo ad allenare con la stessa determinazione, gli stessi criteri e le stesse convenzioni con cui abbiamo cominciato perché è una cosa che sta lì a portata di mano. Anche se è stato uno dei peggiori inizi di campionato, potevamo anche vincere con il Sassuolo, abbiamo creato più di quanto subito, ma ci sono da mettere a posto delle cose e gol così non li possiamo prendere e su quello avete ragione».
Infine, il tecnico toscano ha riservato una sferzata al clima mediatico e alle critiche spesso spietate che viaggiano attraverso la rete, ribadendo la determinazione con cui intende proseguire il proprio lavoro sulla panchina della Juventus: «Fino a che ci darà spazio – le uniche energie vanno in quella direzione lì. Non a tamponare per far pensare agli altri che siamo diversi da cosa vogliono vedere. Ognuno si fa l’idea di quello che vuole. Chi parla di me non mi conosce; parla delle due cose che vedono e di due attenzioni messe nel mirino e voglono colpire quello che vogliono. Perché ci sono professionisti, tiratori scelti, tante cose, i social, ognuno prende e dice quello che gli para. Vomita debolezze e difficoltà addosso agli altri perché col cellulare si può dire tutto. Ma figuratevi se mi posso accodare alle opinioni altrui. Ne ho passate di sitazioni. Ma stiamo comunque parlando di una sconfitta».







































