Pagine Romaniste
·18 luglio 2026
Da Capello a Nainggolan: quanti sgarbi tra Roma e Juve

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·18 luglio 2026

Dal mercato ai grandi sgarbi del passato: Roma e Juventus tornano a sfidarsi tra obiettivi condivisi e una rivalità mai sopita.
Ma come potrebbe “vendicarsi” adesso la Roma? Secondo Andrea Pugliese della Gazzetta dello Sport, è difficile pensare che i giallorossi possano andare a dar fastidio a qualche juventino, anche se uno che potrebbe interessare e fare al caso di Gasperini c’è e si chiama Francisco Conceição, uno di quei giocatori offensivi capaci di saltare l’uomo, spaccare le difese in due, creare occasioni e superiorità numerica. Solo che, tra il prestito iniziale, l’acquisto della scorsa estate, bonus e oneri vari, la Juventus ha investito finora sul 23enne portoghese ben 42 milioni di euro.
Più semplice, invece, che la dirigenza romanista possa andare a dar fastidio alla “storica rivale” su alcuni obiettivi condivisi. Come Franck Kessié, ad esempio, che proprio in questi giorni sta trattando con Massara e Carnevali il suo possibile ritorno in Italia dopo essersi recentemente svincolato dall’Al-Ahli, il club saudita con cui ha giocato nelle ultime tre stagioni. Ricky Massara lo conosce bene, per aver vinto con lui lo scudetto al Milan nel 2022.
Ma lo conosce molto bene anche Gian Piero Gasperini, che lo ha lanciato all’Atalanta, facendolo diventare un giocatore di spessore internazionale. Il centrocampista ivoriano chiede uno stipendio da 5-6 milioni di euro. I bianconeri ci stanno pensando; a Roma potrebbero farlo nel caso della cessione di Manu Koné. Ecco, in quel caso Kessié potrebbe essere una buona soluzione: perché non costerebbe nulla a livello di cartellino e perché ha già un rapporto con Gasp.
In parte, sarebbe una piccola vendetta per un rapporto – quello tra Roma e Juventus – che nella storia del calcio è sempre stato tempestoso. Fin dall’estate del 1970, quando, per esigenze economiche, la società capitolina fu costretta a vendere al sodalizio piemontese i gioiellini di casa: Capello, Spinosi e Landini. Una tripla cessione che non fu ben accolta dalla piazza, nonostante il cospicuo conguaglio economico e il passaggio inverso di Del Sol, Zigoni e Roberto Vieri.
Poi ci fu Zibì Boniek, il polacco che nel 1982 venne “scippato” dalla Vecchia Signora dopo aver già visitato Trigoria (dove tornò, però, tre anni dopo, nel 1985). Altro giro, altro sgarbo. Questa volta fu Luciano Moggi (all’epoca consigliere di mercato) a essere incaricato da Franco Sensi di prendere Paulo Sousa, che però andò a Torino. Con Moggi. Nella Capitale, allora, ci si consolò nel 2002 con Cassano: “Ho fregato la Juventus”, disse il presidente Sensi.
Che però, poco dopo, dovette incassare il colpo basso di Fabio Capello. Era l’estate del 2004: il tecnico del terzo scudetto “scappò” di notte e con lui si portò successivamente anche Emerson e Zebina. Negli anni più recenti, invece, hanno fatto clamore i passaggi di Pjanic e Vučinić in bianconero, la scelta di Iturbe di sbarcare all’ombra del Colosseo, con tanto di dimissioni di Antonio Conte, e il rifiuto eterno di Nainggolan: “Alla Juve non andrò mai. A me piacciono le sfide”, disse il belga.







































