Bologna Sport News
·3 agosto 2026
Da Italiano a Tedesco: cosa cambia per Rowe e come il nuovo tecnico può esaltarlo

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·3 agosto 2026

Il numero undici del Bologna, rivelazione della passata stagione, è chiamato a confermarsi anche con il nuovo tecnico. Ecco come può esaltarlo Tedesco
Nel mondo del calcio esistono allenatori che costruiscono squadre e altri che, oltre a farlo, riescono a valorizzare come pochi determinate categorie di calciatori. Vincenzo Italiano, nel corso degli anni, ha dimostrato di appartenere al secondo filone, sopratutto quando si parla di esterni offensivi: un ecosistema tattico in cui talento, coraggio e uno contro uno finiscono spesso per esaltarsi.
Jonathan Rowe ne è stato una delle testimonianze più importanti dell’ultima stagione, avendo trasformato qualità già evidenti in un rendimento continuo e decisivo. Ora però per l’ex Marsiglia arriva la prova più delicata. L’approdo a Bologna di Domenico Tedesco apre per il classe 2003 un capitolo completamente nuovo, con principi e richieste tattiche tutte da scrivere.
Per l’inglese è il momento di dimostrare che la sua crescita non era soltanto il prodotto di un sistema locale, ma il punto di partenza di una maturazione destinata a resistere anche con il cambio di guida tecnica. Meno fraseggio e più verticalità potrebbero significare meno possessi e più movimenti senza palla ad attaccare la profondità. Spetterà dunque al nuovo tecnico trovare la chiave per esaltarlo nuovamente.
Il tecnico predilige un calcio intenso e verticale, basato su pressing alto, recupero immediato del pallone e rapide transizioni offensive. Le sue squadre cercano spesso di aggredire gli avversari nella loro metà campo, limitando i tempi di costruzione e creando superiorità numerica nelle zone centrali.
L‘obiettivo è arrivare rapidamente negli ultimi trenta metri sfruttando il dinamismo dei centrocampisti e la qualità degli esterni offensivi. Ne consegue che un maggior numero di transizioni in verticale garantisca maggiori spazi per sfruttare la velocità di Jonathan Rowe. Chiaro però come anche a difesa schierata sarà fondamentale liberare spazio sulle corsie, anche con l’inserimento di mezzali o addirittura l’accentramento di un terzino, per consentirgli di giocare l’uno contro uno.
Certe idee sono simili al predecessore, l’auspicio è che anche il risultato finale sia lo stesso…
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