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·17 luglio 2026

Dalle inibizioni dei dirigenti alla penalizzazione: Chiné deciderà sul caso arbitri-Inter a settembre

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Chiuso il filone penale, con l’archiviazione delle posizioni degli indagati – fra cui oltre a Rocchi e Gervasoni c’è stata anche nell’ultime ore dell’inchiesta la stessa Inter – ora si attendono novità dalla Procura FIGC, che in questi giorni riceverà anche le ultime pratiche delle indagini condotte dai magistrati milanesi, che però, come detto, non hanno trovato elementi sufficienti per aprire un procedimento penale.

Come riporta Tuttosport, il codice di giustizia sportiva è totalmente diverso da quello penale e per valutare se nelle carte dell’inchiesta arbitri ci sia stato un comportamento punibile da parte di qualche tesserato dell’Inter sarà Giuseppe Chinè. Ma quando ci sarà la decisione del procuratore FIGC e quali sono le possibili conseguenze per la società nerazzurra in caso si profilasse una violazione del codice di giustizia sportiva?


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Le indagini della Procura FIGC si concentreranno molto probabilmente sulle pressioni – riconosciute anche dalla Procura di Milano – di Giorgio Schenone, addetto dell’Inter ai rapporti con gli arbitri – nei confronti di Riccardo Pinzani, oggi Referee Manager della Lazio, ma all’epoca dei fatti incaricato della FIGC per la gestione dei rapporti tra AIA e club, quindi il filtro tra le società e Rocchi. Ma un primo verdetto di Chinè è atteso non prima di settembre, quando il procuratore FIGC deciderà se rinviare a giudizio, dando inizio al procedimento nei confronti dei tesserati nerazzurri e di conseguenza della stessa società milanese per responabilità oggettiva, o se procedere all’archiviazione anche in ambito sportivo.

Se si dovesse procedere con il rinvio a giudizio, la questione rimarrebbe confinata, molto probabilmente, nell’ambito dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva e, per come è sempre stato applicato finora, quelle che vengono considerate interferenze da parte dell’Inter potrebbero avere qualche profilo di criticità. Il nodo, secondo quanto è emerso dalle intercettazioni pubblicate, è capire in che cosa queste interferenze consistano realmente.

Ed è qui che si passa alla parte dedicata alle possibili sanzioni. Qualora venissero evidenziate, da parte dei tesserati dell’Inter – la società poi verrebbe coinvolta per responsabilità oggettiva – violazioni dei principi di lealtà e correttezza, oltre alle sanzioni per i dirigenti coinvolti, che includono multe e sospensioni, l’Inter potrebbe rischiare nell’ipotesi peggiore 1 o 2 punti di penalizzazione nel prossimo campionato. Non sembrano invece sussistere le basi perché si cada nell’illecito sportivo (articolo 30), questo perché sembrano mancare il dolo specifico legato al fatto di voler alterare un risultato, che è poi lo stesso appiglio che sarebbe servito per giustificare la frode sportiva a livello penale.

Al momento, in attesa che la Procura FIGC approfondisca e indaghi a sua volta, partendo dai fascicoli ricevuti dai magistrati milanesi, l’unica cosa certa è che primo verdetto arriverà non prima di settembre quando il procuratore Chinè decreterà se questo procedimento andrà avanti o se finirà con l’archiviazione.

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