Pagine Romaniste
·9 marzo 2026
De Rossi si gode la rivincita più attesa: “Speravo finisse così, qui sono a casa”

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·9 marzo 2026

IL MESSAGGERO (Daniele Aloisi) – La gara d’andata l’aveva definita la “peggiore della stagione”, ieri De Rossi si è preso la sua rivincita. Ha battuto la Roma proprio nello stadio in cui si era seduto sulla panchina capitolina per l’ultima volta. Un po’ di rabbia gli è ancora rimasta dentro, ma non ce l’ha fatta ad esultare ai due gol del Genoa.
“Io non credo agli ex che non sono felici di battere le proprie squadre. Ma non esultare è il minimo che io devo ai tifosi, è il minimo che dovevo ai giocatori, perché è grazie loro se sono qui ad allenare una squadra di alto livello in Serie A. Meritavano del contegno. Non faccio finta di essere dispiaciuto, l’ipocrisia non mi appartiene. Ci servivano come il pane questi punti, poi si torna amici come prima. Questo sarà il mio destino finché farò questo lavoro, magari fino al giorno in cui tornerò a sperare che la Roma vinca trentotto partite all’anno”.
La fede resta, così come la speranza di poter tornare in futuro a Trigoria, ma Daniele è un professionista: “Speravo che finisse. Sono soddisfatto perché abbiamo fatto una partita di grande intensità. Se i ragazzi danno tutto quello che hanno dato, io non posso dare un centimetro o un millimetro in meno. Se devo pensare a una tifoseria che mi faccia sentire a casa, simile per pregi e difetti a quella della Roma, quella rossoblù mi ricorda molto quelle sensazioni”.
A proposito di Roma, De Rossi non si dimentica di Pellegrini, finito ancora una volta nell’occhio del ciclone per una brutta partita giocata e per il fallo da rigore su Ellertsson: “Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri. Ho visto i suoi numeri e ha superato me negli assist. Come tutti i romani vengono criticati ma fra un po’ ci diremo ‘Hai visto quando c’era Pellegrini?’. Posso dire che sta facendo la storia di questo club”.
Scacco matto a Gasperini, per il quale ha speso nuovamente parole al miele: “I più grandi li spio e li seguo. Mi piace molto il calcio che fa e per giocare contro le sue squadre o sei coraggioso o ti mangiano”. Una vittoria che è forse una liberazione per DDR, che ha come obiettivo quello di regalare a Genova la salvezza. E il cambio di marcia è ormai evidente. Ha ereditato un gruppo con zero vittorie in campionato e lo ha portato a +6 dalla zona calda.
“Vivere questo stadio è un privilegio. È bello cercare la carica, mi spiace non ci fossero i tifosi giallorossi perché avrei voluto salutarli come ho fatto all’andata, con l’amore di sempre”. Nelle prossime due si gioca una fetta di stagione contro Hellas e Udinese: “Abbiamo una sfida difficile contro un avversario battezzato da tutti come retrocesso, ma che ha messo in difficoltà il Napoli. Se non faremo una partita seria a Verona è perché sarò stato un pessimo allenatore in settimana”.









































