DirettaCalcioMercato
·5 settembre 2026
Douglas Costa: “Alex Sandro mi convinse a venire alla Juve. Ronaldo? Un fenomeno”

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·5 settembre 2026

Douglas Costa ricorda la sua avventura alla Juventus: dal ruolo di Alex Sandro nella scelta di Torino ai ricordi di Cristiano Ronaldo.
Nel corso dell’intervista concessa a Chiamarsi Bomber, l’ex esterno bianconero Douglas Costa ha ripercorso la propria esperienza alla Juventus, partendo dai retroscena sulla scelta di trasferirsi a Torino.
Sui motivi che lo spinsero a scegliere i bianconeri, il brasiliano ha raccontato:
“Avevo anche l’opzione Liverpool, ma ho guardato innanzitutto dove sarei stato importante per la squadra. Avevo anche parlato con Coutinho che però mi disse che stava andando al Barcellona, e io volevo almeno un brasiliano con me e a Torino c’era Alex Sandro che alla fine mi ha convinto. Pensavo che arrivando dal Bayern sarei stato subito titolare, ma poi ho beccato Mandzukic in una forma strepitosa e ho dovuto aspettare 5 o 6 mesi”.
Douglas Costa ha poi ricordato la partita che gli cambiò la stagione:
“Entravo sempre ma non iniziavo mai le partite. La mia occasione è arrivata in una sfida contro il Napoli al Maradona, nemmeno Sarri si immaginava che Allegri mi avrebbe messo in campo. Ho fatto un partitone e abbiamo vinto 1-0 con gol di Higuain. Da lì in poi giocavo spesso, tanti minuti, anche perché arrivavo da un calcio diverso, in cui avevamo sempre la palla, e in Italia invece ho dovuto imparare tante nuove cose. Quando stavo in forma però, da lì in poi, giocavo sempre, con Allegri ero sempre in campo”.
Infine, un lungo passaggio dedicato a Cristiano Ronaldo, suo ex compagno di squadra:
“Innanzitutto io ho vissuto Ronaldo, e posso dire che è un fenomeno. Non ho vissuto in prima persona Messi però l’ho visto giocare… Mi piacciono entrambi, sono due talenti diversi, mi piace più Messi perché è più vicino al mio tipo di calcio, ma giocare con Ronaldo era un sogno, quando giocavo nel Gremio a 17 anni e lui era nel Manchester United era il mio idolo assoluto. Lui ha la testa diversa dagli altri è anche per quello che ha raggiunto tutti quegli obiettivi, e io tifo affinché arrivi al traguardo dei 1000 gol in carriera, se lo merita, lavora tantissimo tutti i giorni. Dietro le quinte è una persona normalissima, stavamo spesso con lui perché parlava portoghese. Avere Cristiano Ronaldo in squadra significa iniziare la partita 1-0″.
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