DirettaCalcioMercato
·14 agosto 2026
Dovbyk, a Bologna per rinascere: “A Roma non mi divertivo più. Qui mi sento importante, vedrete il mio vero valore”

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Dopo un’annata complicata nella Capitale, Artem Dovbyk riparte con grande determinazione da Bologna. L’attaccante ucraino ha ritrovato motivazioni ed entusiasmo sotto le due torri, candidandosi ad essere uno dei punti di riferimento del nuovo attacco rossoblù. Ecco le dichiarazioni rilasciate in un’intervista a La Repubblica, nella quale il centravanti ucraino traccia un bilancio della travagliata parentesi nella Capitale e racconta l’entusiasmo per l’inizio della sua nuova avventura con la maglia del Bologna.
Ai microfoni de La Repubblica, l’ex capocannoniere della Liga ha mandato un segnale chiaro in vista del campionato imminente:
“In Italia non avete ancora visto la mia miglior versione, ma spero e credo che qui riuscirò a mostrarla, ora sento di poter tornare a divertirmi col calcio. Sto ritrovando quell’emozione, mi sento importante per il club.”
L’attaccante si è poi soffermato sui retroscena del suo addio ai giallorossi, rivelando un’importante trattativa di mercato sfumata solo all’ultimo minuto prima di analizzare i mesi vissuti nella Capitale tra infortuni e scarso minutaggio:
“Finito il ritiro la Roma mi ha detto di andare altrove per cercare minuti. Sono stato molto vicino al Milan, ma mancavano tre giorni alla fine del mercato e non ci fu tempo. Ho iniziato la stagione giocando poco e mi hanno fatto capire che sarei stato l’attaccante di riserva. Mi stavo preparando per un’annata lunga da protagonista, ed è stato difficile capire che non sarebbe stato così. Giocavo sempre meno e non mi divertivo più, poi mi sono infortunato. È capitato di tutto e ora voglio solo giocare e godermi il campo.”
Infine, il bomber ucraino ha svelato un retroscena legato a un vecchio contatto con la dirigenza felsinea, rivelatosi decisivo per il buon esito del suo trasferimento:
“Di Vaio mi chiamò quattro anni fa, quando giocavo al Dnipro. Parlammo due o tre volte per discuterne, ma spendere tanti soldi per un attaccante che aveva giocato solo in Ucraina era troppo rischioso. Quest’estate ho risentito Di Vaio e mister Tedesco, e ho semplicemente detto: ‘Se mi volete, se siete convinti di me in un club come il Bologna, io vengo'”







































