Pagine Romaniste
·23 settembre 2026
Drugi e la Roma: “Dybala fa uscire il bambino che è in tutti noi”

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·23 settembre 2026

Come nasce un’opera di Drugi? Lo street artist molisano racconta il poster di Dybala e i murales dedicati a Ranieri, Totti, Mourinho e Gasperini.
Un bambino è seduto a gambe incrociate mentre gioca con il suo pupazzo preferito. Ma non è un supereroe qualsiasi: ha un mantello giallorosso, la maglia della Roma con il numero 21 e il pugno rivolto verso il cielo. Quel murale sembra prendere vita. Sembra che quel bambino stia per gridare: «Vai Dybala, vola!».
È l’ultima opera straordinaria di Lorenzo Verrecchia, in arte Drugi, lo street artist che, con le sue immagini sparse in giro per la città, ha fatto innamorare tutti gli appassionati di calcio in Italia e all’estero. Oltre ai giocatori della Roma, che custodiscono gelosamente in casa una foto dell’opera che il trentenne molisano di nascita, ma romano d’adozione, ha regalato loro.
Come nasce l’opera su Dybala? «Sono stato ispirato da quel suo gesto alla fine della partita col Torino, quando ha regalato la sua maglia a un piccolo tifoso che è scoppiato a piangere. Dybala è l’idolo dei bambini, in campo o fuori lo imitano facendo la sua esultanza. Ma quel pupazzetto con la 21 fa uscire il bambino che è in noi».
La domanda chiave: ma perché lo fa? «Dipingo Roma perché amarla non mi basta. Il cantante scrive testi per esprimere ciò che ha dentro, lo street artist fa lo stesso con le sue immagini sui muri. I poster che creo vengono dal cuore, perché amo Roma e la Roma, e vedere le persone che si affezionano a ciò che esprimo».
È meglio definire le sue opere come poster murali? «Le mie opere sono fatte come murales, ma in realtà lo stile si chiama poster art perché io non dipingo direttamente sul muro. Creo questi poster con la carta che poi attacco sul muro, come se fossero manifesti».
Quanto impiega a trovare l’idea per un murale/poster? «Quello di Dybala l’ho pensato in una notte, l’ispirazione mi è venuta subito. Poi comincio a disegnare, a pianificare e a studiare la location. Per stamparlo, mi affido a un mio amico che ha una copisteria: per me l’aprirebbe anche a notte fonda. Altri murales, invece, sono stati più lunghi da progettare, come quello di Mourinho, sul quale sto lavorando dal sorteggio di Champions. Il suo ritorno vale un’opera».
E il poster di Gasperini? «Anche per quello ci è voluto parecchio tempo. Ma ne è valsa la pena perché ai tifosi è piaciuto molto. La mia opera è addirittura finita in televisione, nelle trasmissioni sportive. Anche al mister è piaciuta. Mi ha scritto e mi ha invitato a Trigoria, dove gli ho portato una copia. Persona squisita, Gasperini. Sono contento di averlo conosciuto, ma soprattutto che sia l’allenatore della Roma: sta facendo cose grandiose».
L’opera di cui va più fiero? «Il murale su Ranieri. Anche perché eravamo in un momento particolare, dopo l’esonero prima di De Rossi e poi di Juric, e ho ritratto il mister che teneva in braccio una lupa, quasi a cullarla e a calmarla, portando serenità nell’ambiente. Poi anche il murale del bambino alla fontanella con indosso la maglia di Totti. Quella è una foto vera che ho trasformato in poster. Tutto passa, Totti resta».
fonte: Corriere dello Sport